Cronaca / Nera

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Le indagini partite dagli appalti per il litorale

Politica e clan, 20 indagati a Castelvolturno


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Politica e clan, 20 indagati a Castelvolturno
15/11/2010, 14:11

CASTELVOLTURNO – Una vasta rete di complicità e accordi sottobanco, un sistema capillare di corruzione e infiltrazioni camorristiche. E’ quello che hanno scoperto gli agenti della Squadra Mobile di Caserta, indagando sugli appalti pilotati per la ricostruzione del litorale domitio. Nel registro degli indagati sono finite 20 persone, compreso l’attuale sindaco di Castelvolturno, per fatti relativi agli anni tra il 2004 ed il 2008. Gli indagati avrebbero in diverse occasioni agevolato e consentito l’esercizio abusivo di una struttura ricettiva appartenente ad un imprenditore legato al clan dei Casalesi e successivamente divenuto collaboratore di giustizia. Reati che vanno dal concorso in associazione mafiosa all’abuso d’ufficio al falso ideologico e materiale. L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile di Caserta e coordinata dalla Procura antimafia di Napoli, ha fatto luce sulle intimidazioni perpetrare nell’autunno 2008 dall’allora latitante Giuseppe Setola nei confronti di amministratori del comune di Castelvolturno per condizionare le scelte nell’aggiudicazione degli appalti previsti per il risanamento del litorale domitio. Una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Napoli su richiesta della Procura antimafia, è stata eseguita nei confronti di tre esponenti dei Casalesi (fazione Bidognetti), tra i quali Giuseppe Setola e un imprenditore della grande distribuzione.

Tra i venti amministratori, funzionari ed appartenenti al corpo della Polizia Municipale di Castel Volturno, coinvolti nell'indagine della Squadra Mobile di Caserta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, figurano anche l'ex sindaco Francesco Nuzzo, attualmente magistrato alla Procura Generale di Brescia, che era a capo di una giunta di centrosinistra e l'attuale sindaco, Antonio Scalzone, del Pdl.


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di Nico Falco
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