Cronaca / Sangue

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Taurianova. Sgarro sulla costruzione di un parco commerciale

Politica e mafia: ucciso il figlio di un ex esponente Udc


Politica e mafia: ucciso il figlio di un ex esponente Udc
06/12/2009, 09:12

TAURIANOVA - Gli intrecci tra politica e mafia si fanno sempre più evidenti. Pasquale Maria Inzitari, 18 anni, è stato ucciso ieri sera in un agguato di stampo mafioso nei pressi di una pizzeria, a Taurianova. Si era fermato con la propria auto perché doveva partecipare ad una festa di compleanno. Ha parcheggiato nei pressi del locale, è sceso dall’autovettura ed è stato trucidato con numerosi colpi di pistola calibro 9 esplosi per uccidere. I killer avevano una missione precisa e l’hanno portata a termine.
Pasquale Maria Inzitari è il figlio di Pasquale Inzitari, 49 anni, ex esponente dell’Udc arrestato e poi condannato lo scorso settembre per concorso esterno in associazione mafiosa. E proprio questa è la pista principale battuta dagli investigatori anche se, il movente, non è stato ancora del tutto chiarito. Le indagini sono condotte dalla Procura della Repubblica di Palmi. Si parte dai particolari. Proprio i proiettili calibro 9 utilizzati per uccidere il diciottenne lasciano, secondo gli investigatori, pochi dubbi sulla matrice mafiosa dell’omicidio. Il giovane è morto all’istante e non risultano testimoni del delitto.
Oltre al proiettile pure la modalità dell’esecuzione fa pendere la bilancia per la pista mafiosa. Insomma, sarebbe un delitto di ‘ndrangheta, l’organizzazione criminale che domina la Calabria con rapporti ed interessi in tutto il mondo. Per il momento le attenzioni della Procura, con il supporto della scientifica, sono tutte rivolte alla ricostruzione dell’agguato in maniera fedele. Poi si comincerà ad approfondire ogni aspetto per capire i motivi di questa azione barbara. Diverse le ipotesi da vagliare, ma quella più verosimile fa riferimento ad una vendetta trasversale per colpire proprio il padre. Pasqaule Inzitari, come detto, il 18 settembre scorso è stato condannato dal Gup di Reggio Calabria a 7 anni e 4 mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Si tratta del cognato di Nino Princi, l’imprenditore morto a maggio 2008 a causa di un ordigno esposivo collocato sotto la sua autovettura. Storie spinose. Intrecci di malavita. Tant’è che il padre del giovane ucciso ieri sera, ancora ai domiciliari, fu arrestato, insieme al boss 74enne Domenico Rugolo, quando era ancora un esponente politico dello “scudocrociato”. Fu subito sospeso e mollato dai compagni di partito anche perché la Dia sequestrò al presunto fiancheggiatore della ‘ndrangheta beni da un valore di 55 milioni di euro. Un business legato alla realizzazione di un parco commerciale, “Parco degli Ulivi”, di Rizziconi.
Pasquale Inzitari, secondo l'accusa, è stato la mente imprenditoriale della costruzione del centro commerciale. Infatti, proprio quando il papà del giovane ucciso ricopriva l’incarico nell’amministrazione del paese reggino, il civico consesso approvò una delibera di cambio di destinazione d’uso dei suoli. Acquistati a prezzo irrisorio, perché si trattava di lotti senza valore, insomma, di suoli agricoli, il cambio di destinazione voluto dal consiglio comunale trasformò in un business un investimento, in apparenza a perdere, fatto da alcuni prestanome della cosca Crea. Un altro intreccio: i suoli furono poi ceduti ad una società della quale Inzitari era socio. E fu costruito il centro commerciale. A questo punto gli uomini della ‘ndrangheta cominciarono a pressare. Pretendono soldi e lavoro. Inzitari si sottae a qualche richiesta ed affida la realizzazione del parco al cognato Nino Princi. Quest’ultimo fa arrestare, secondo l’accusa, Teodoro Crea. E' la sfida più grande lanciata al clan col quale si era in affari. E le risposte sono subito arrivate secondo la legge mafiosa.
Infine, la Dia sta ricostruendo pure gli assetti delle società interessate all’affare e avrebbero trovato elementi interessanti. Un intreccio stretto e forte tra politici, imprenditori ed esponenti di spicco della cosca criminale. Ecco perché sull’omicidio di ieri sera ci sono pochi dubbi. La ‘ndrangheta ha punito il “l’ex socio” uccidendo il figlio di 18 anni.

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di Giovanni De Cicco
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