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Polizia arresta finti carabinieri


Polizia arresta finti carabinieri
08/05/2010, 15:05

NAPOLI - Alle ore 5.45 dello scorso 30 aprile, un gioielliere napoletano residente nel quartiere Arenella sentiva suonare al citofono da parte di un sedicente carabiniere.

Aperto il portone del palazzo, vedeva poco dopo presentarsi davanti alla abitazione un uomo in divisa da carabiniere accompagnato da altre tre persone in abiti civili. Nella circostanza, i presunti militari, esibendo un foglio di carta con l’intestazione “carabinieri”, informavano il gioielliere che dovevano eseguire la perquisizione della sua abitazione senza spiegare il motivo di tale attività.

Il gioielliere, preoccupato per la moglie incinta e il figlio di quattro anni che dormivano in casa, faceva accomodare i presunti carabinieri senza alcuna esitazione, notando che quelli in borghese avevano le mani coperte da guanti in lattice.

Terminata la perquisizione, il gioielliere si accorgeva che da un comodino della camera da letto, dove aveva rovistato il presunto militare in divisa, erano spariti un orologio Rolex modello Yacht Master del valore di euro 5800, una coppia di gemelli in oro giallo e brillanti del valore di euro 3000, due collane in oro del valore di euro 4000 cadauna e tre anelli in oro giallo con rubini di circa euro 3000 ognuno.

I poliziotti della Sezione Antirapina hanno accertato che pasquale Di Palma era quello vestito da carabiniere.
Gli stessi venivano poi riconosciuti sia in fotografia che di persona dalla vittima e sottoposti a fermo di indiziato di delitto.
Il quarto complice, pure identificato, viene attivamente ricercato.



Nel corso delle perquisizioni domiciliari, presso l’abitazione di Pasquale DI PALMA sono state rinvenute tre tessere contraffatte della Guardia di Finanza ruolo marescialli, la riproduzione della placca dei carabinieri e una pistola giocattolo modello 92 FS.

Francesco CANGIANO è un maresciallo dei Carabinieri sospeso dal servizio ed è stato già arrestato dalla Sezione Antirapina in data 16 aprile 2008 unitamente ad altre 28 persone insieme alle quali aveva costituito un’associazione criminosa dedita ai delitti di furto e rapina in danno di istituti di credito realizzati con la tecnica del “buco”.

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di Redazione
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