Cronaca / Sangue

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Polizia salva ragazza italiana costretta a prostituirsi


Polizia salva ragazza italiana costretta a prostituirsi
29/01/2009, 12:01

La Polizia di Stato ha sottratto all’odiosa vessazione della prostituzione una ragazza settentrionale di anni 28 a cui era stata prospettata un lavoro sicuro in Napoli per 20.000,00 euro al mese.
        Tutto inizia lo scorso novembre quando la ragazza conosce Matteo Di Domenico, di anni 26, con il quale intraprende una relazione sentimentale. I forti problemi economici spingono ben presto la giovane ad accettare la proposta di Matteo: quella di prostituirsi a fronte di evidenti benefici economici.
        Dopo un breve soggiorno nell’appartamento di via Carlo Poerio, dove lo scorso 15 gennaio la Polizia aveva scoperto un giro di prostituzione con l’arresto di 5 donne, la giovane viene trasferita in un altro appartamento al Corso Vittorio Emanuele dove continua, questa volta con minacce e aggressioni fisiche di Matteo, a prostituirsi.
        A nulla valgono le ripetute e disperate richieste della ragazza di ritornare alla normalità. Di Domenico temendo una fuga oramai portava sempre le chiavi di casa con se.
        Negli ultimi tempi al Matteo Di Domenico si è affiancata la figura di un parente: Giuseppe Marcellini, anche lui di 26 anni, che più volte non solo ha assistito ma anche incitato il Matteo ad aggredire e minacciare la donna con una pistola alla tempia.
        Dopo essere stata ancora costretta a consumare un rapporto, questa volta con un giovane disabile, la donna è riuscita finalmente a contattare il 113 spiegando a poliziotti la sua storia ma soprattutto di essere finalmente liberata da quella situazione divenuta insostenibile.
        Sono scattate subito le indagini degli agenti del Commissariato di Polizia San Ferdinando, che sono riusciti a bloccare e ad arrestare, al Corso Vittorio Emanuale, Matteo Di Domenico, torinese, e Giuseppe Marcellini, foggiano. Nell’appartamento gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato una pistola semiautomatica con relative cartucce ed alcuni telefoni cellulari.
        Di Domenico e Marcellini dovranno adesso rispondere dei reati di riduzione in schiavitù, sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione e minaccia aggravata dall’uso delle armi.
        Denunciata per gli stessi reati anche una terza persona, a quanto sembra ben conosciuta dai due uomini, e attualmente ricercata in quanto coinvolta nel giro di prostituzione dell’appartamento di via Carlo Poerio.

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di Redazione
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