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Il ricatto: perdere i propri diritti o il posto di lavoro

Pomigliano: è il giorno del referendum, ma la Fiat vuole il plebiscito


Pomigliano: è il giorno del referendum, ma la Fiat vuole il plebiscito
22/06/2010, 10:06

POMIGLIANO D'ARCO (NAPOLI) - Sono iniziate questa mattina le votazioni del referendum tra i lavoratori della fabbrica Fiat di Pomigliano d'Arco. Le alternative proposte sono semplici: o votare il sì ad un accordo che priva gli operai di quasi tutti i loro diritti (di fatto autorizza persino l'azienda a licenziarli se scioperano) oppure avere la quasi matematica certezza che la Fiat chiuderà entro il 2012 anche Pomigliano, insieme a Termini Imerese, con la conseguenza di essere licenziati. Ed infatti, nelle interviste rilasciate in questi giorni si sono sentite molte persone della fabbrica rispondere, a chi chiedeva loro come avrebbero votato: "Io voterò sì, perchè ho una famiglia, ho i bambini piccoli ed un mutuo da pagare".
Quindi la vittoria dei sì è scontata, ma questo non basta all'azienda: vogliono un plebiscito, una totalità di sì che metta in un angolo Fiom e Slai-Cobas, che sono gli unici che stanno protestando contro l'iniquità di questo accordo e che dovrebbero poter contare su un 20% di operai che li appoggiano. Insomma, una vittoria con l'80% dei voti è sicura per Marchionne, una con una percentuale vicina al 100% è quello che vogliono; una vittoria di misura significherebbe una fabbrica dove i rischi di lotta sindacale dall'interno diventerebbero altissimi.

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di Antonio Rispoli
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