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Pomigliano d’Arco, gli abusi di casa Di Maio -video

Il vice premier si difende ma il condono fa discutere

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Pomigliano d’Arco, gli abusi di casa Di Maio -video
08/11/2018, 12:18

POMIGLIANO D’ARCO - Se da un lato viene fuori che la casa in cui risulta residente il vice premier Luigi Di Maio era abusiva al secondo e terzo piano, dall’altro, leggendo le carte del Comune, si scopre che suo padre, il geometra e imprenditore edile Luigi - incaricato come tecnico esterno in due commissioni al Comune di Pomigliano d’Arco, negli anni novanta - era stato nominato insieme all’architetto Lucia Casalvieri che, qualche anno dopo gli avrebbe concesso e firmato la sanatoria.

A svelare il retroscena è il quotidiano “La Repubblica” che ricorda come la palazzina in cui tuttora il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico si reca ogni volta che può andare a salutare i familiari, è stata oggetto di una pratica, presentata nel 1986, poi positivamente evasa.

E mentre il vice premier si sfoga in diretta su facebook, raccontando la sua verità dei fatti, “La Repubblica” incalza, ricordando che Di Maio non dice che parte degli abusi, di complessivi 150 metri quadrati tra camere da letto, tinello, uno studio in cima al palazzo con alcuni lucernai, così come risulta dagli atti, sono stati compiuti dieci anni dopo la costruzione.

Come se non bastasse, successivamente il Comune si accorse che Di Maio non aveva ben calcolato la cubatura, sbagliando di alcuni metri, a proprio vantaggio.

Fu uno sconto, a sua insaputa. Tant’è che quando il papà dell’attuale vice premier fu poi richiamato dall’amministrazione, saldò anche per quei pochi metri, altrimenti non avrebbe ottenuto la sanatoria; sanatoria, arrivata nel 2006, che poi gli costerà 2mila euro.

A gettare benzina sul fuoco delle polemiche ci pensa il sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo, che, dopo aver controllato la relativa documentazione, così commenta: “Il vice premier non sapeva che la casa di famiglia era stata condonata perché abusiva? Bene, ora lo sa. Dia l’autorizzazione all’abbattimento, sarebbe un bel gesto”.

Spietato il giudizio del sindaco, espressione di Forza Italia, sul suo concittadino pentastellato: “Uno statista vero, per molto meno, si sarebbe già dimesso. Un politico che fa dell’antiabusivismo una bandiera, sostenendo di essere contrario a qualsiasi sanatoria, e poi vive in una casa abusiva e condonata, dovrebbe vergognarsi anche di uscire in strada”.

 

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di Redazione
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