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I dipendenti bloccano la raccolta e la città è al limite.

Pomigliano, emergenza rifiuti: i cittadini chiedono rispetto


Pomigliano, emergenza rifiuti: i cittadini chiedono rispetto
17/04/2013, 16:09

Da sette giorni i lavoratori dell’Enam, società pubblica di proprietà del comune di Pomigliano d’Arco, non raccolgono i rifiuti dalle strade e minacciano sciopero ad oltranza se “il management dell’Enam non revoca il licenziamento di Donato Capobianco”, il responsabile delle risorse umane dell’azienda, raggiunto nei giorni scorsi da una lettera di licenziamento, perché “reo di aver gravemente offeso a mezzo stampa la professionalità, la trasparenza e l’onorabilità” dei vertici della società, guidata da Nicola Di Raffaele.

Durante una riunione con il consiglio d’amministrazione per decidere l’avviamento di una procedura di riduzione di ore lavorative per 17 dipendenti da 36 a 24 ore (uno di essi ha già firmato l’accordo), nell’ambito delle strategie di risanamento economico posto in essere dal CdA, Capobianco, curiosamente anche rappresentante sindacale del personale impiegato, accusava pubblicamente il management di aver “realizzato un imbroglio per i lavoratori”, allegando verbalmente il parere consultivo del dipartimento provinciale del Ministero del Lavoro.  Ma l’ipotesi di imbroglio denunciata non troverebbe corrispondenza ne verbale ne cartacea presso lo stesso dipartimento, che avrebbe smentito le parole pronunciate da Capobianco.

Intanto lo scontro tra lavoratori e management passa ai banchi della politica.

Gli esponenti della maggioranza di centrodestra, che guida la città di Pomigliano dal 2010,  avvertono l’odore di strumentalizzazioni politiche esercitate dall’opposizione, “ tese ad alimentare la protesta e a mettere a disagio la città per meri fini politici” e denunciano in un manifesto, prossimo all’affissione, “il meschino dinamismo del Pd che tenterebbe di aizzare il malumore dei cittadini", costretti a subire le gravi conseguenze igienico-sanitarie della mancata raccolta dei rifiuti.

Sono tanti i cittadini che domandano in questi giorni dei motivi alla base del disservizio, proprio in concomitanza dell’esplosione del gran caldo. Davanti al municipio la gente si è assemblata in gruppi sparsi per ottenere notizie sulla vicenda, invocando con veemenza il rispetto “per i nostri diritti di contribuenti, che paghiamo la tassa dei rifiuti e dobbiamo subire l’onta del disagio e la lesione dell’immagine della nostra città per beghe che non ci appartengono ”.

Al momento non ci sono ipotesi di disgelo tra le parti. Il sindaco Raffaele Russo ha fatto sapere di essere disposto a ricomporre la frattura tra i dipendenti e i vertici aziendali “ a patto che i rifiuti vengano rimossi subito dalle strade”. Ma i sindacati fanno muro: “Apprezziamo gli sforzi dell’amministrazione, ma per noi la dignità vale di più”. Intanto una decina dei 114 dipendenti hanno deciso di garantire il servizio per 4 ore al giorno, in modo tale da liberare le arterie principali della città e l'ingresso delle scuole, che potrebbero essere oggetto di roghi. E dopo le rimostranze dei commercianti ( " Legittimi i diritti dei lavoratori Enam, ma attenti a non ledere i nostri"), sono state ripulite anche le aree mercatali per consentire il normale svolgimento del mercato giovedì mattina.

 

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di Redazione
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