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Pomigliano: la Fiom verso il no, appoggio dell'Idv


Pomigliano: la Fiom verso il no, appoggio dell'Idv
14/06/2010, 14:06

POMIGLIANO D'ARCO (NAPOLI) - Sarà quasi sicuramente "no" la risposta che la Fiom darà alla Fiat, per quanto riguarda la proposta di accordo presentata dall'azienda per evitare di chiudere Pomigliano d'Arco. Una proposta, lo ricordiamo, che prevede: la settimana diventa di 60 ore lavorative; non si può scioperare; non c'è più neanche la pausa pranzo e la pausa per i bisogni fisiologici è assoggettata al benestare dell'azienda; se uno è malato, non viene pagato; l'azienda può rifiutarsi di concedere ferie ai propri dipendenti, facendoli lavorare anche 52 settimane all'anno; ecc.
Ma Andrea Amendola, membro della segreteria provinciale di Fiom-Cgil, ha riferito ai giornalisti, al termine di un incontro con iscritti e simpatizzanti al sindacato: "Abbiamo delineato le cose da fare e adesso mi recherò a Roma per il comitato centrale per portare anche la posizione dei lavoratori iscritti al sindacato, che propendono per un no all'accordo con l'azienda. Naturalmente sarà poi il comitato centrale a prendere la decisione finale''.
Nella vicenda interviene anche l'Italia dei Valori, con una nota redatta dal suo Presidente, Antonio Di Pietro e dal responsabile del welfare e lavoro del partito, Maurizio Zipponi: "I lavoratori della Fiat di Pomigliano sono sottoposti a un vero e proprio ricatto: o accettano di ridurre tutti i loro diritti, peggiorando le loro condizioni di libertà fino a non poter esercitare un diritto costituzionale quale lo sciopero oppure vengono licenziati. E' evidente che i lavoratori stanno vivendo un momento di solitudine estrema e subiscono una prepotenza inaccettabile da parte della Fiat. Il tutto si svolge con la totale e criminogena assenza del Governo. In questo governo, il ministro della disoccupazione, Maurizio Sacconi, crea danni enormi agganciandosi al treno della Fiat come ultimo vagone di supporto all'azienda, insultando i lavoratori e un'organizzazione sindacale seria e rigorosa come la Fiom. E' del tutto stonata la richiesta di un referendum tra i lavoratori. Pochi mesi fa, infatti, gli stessi che oggi invocano il voto hanno impedito a un milione e mezzo di metalmeccanici di votare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Insomma si utilizza la democrazia come un elastico da tirare a piacimento. L'Italia dei Valori si augura che Marchionne, che ha dimostrato di essere tra i migliori manager italiani, si renda conto che i lavoratori possono anche subire ricatti e vessazioni, ma gli operai come i contadini hanno memoria lunga e nel tempo sicuramente saprebbero agire di conseguenza. Non è accettabile che gli operai vengano trasformati in schiavi''.

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di Antonio Rispoli
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