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“Esecutivo il verdetto sui 145 operai”

Pomigliano, respinto ricorso della Fiat


Pomigliano, respinto ricorso della Fiat
13/08/2012, 17:11

ROMA – Inammissibile il ricorso della Fiat per la sospensione dell'esecutività della sentenza con cui il Tribunale di Roma 1 aveva ordinato la riassunzione di 145 operai Fiom nello stabilimento di Pomigliano d'Arco. A stabilirlo è stato stamane la Corte d’appello di Roma.
"I lavoratori della Fiom devono rientrare a Pomigliano e la discriminazione va sanata" ha dichiarato il segretario nazionale delle tute blu della Cgil per l'auto, Giorgio Airaudo. "Siamo già in ritardo e se Fiat non li farà rientrare chiederemo l'esecuzione della sentenza”.
Un verdetto non certo favorevole slla newco Fabbrica Italia Pomigliano (Fip) che aveva fatto ricorso alla Corte d’appello contro la sentenza del Tribunale, chiedendo che venisse sospesa l'esecutività dell'ordine di "assumere 145 persone attuali dipendenti di Fiat Group automobiles solo perché in un certo momento iscritte alla Fiom".
Il Lingotto aveva spiegato che "al di là della complessità del processo di selezione dei singoli, l'esecuzione dell'ordine" avrebbe causato "gravi distorsioni nell'attuale contesto operativo di Fip". Secondo l'azienda, il personale già assunto era adeguato "per i livelli attuali della produzione" e l'inserimento in organico dei 145 avrebbe inevitabilmente comportato "il contemporaneo ricorso alla cassa integrazione, se non a procedure di mobilità, per un numero corrispondente a quello dei nuovi assunti, inclusi probabilmente alcuni dei 145".
Un ragionamento che – per la Corte d’appello-   non è stato sufficiente a giustificare uno stop alla sentenza del tribunale. A parte il ricorso sulla esecutività, Fiat ha fatto ricorso anche contro il merito del provvedimento. Ma per questo verdetto bisogna aspettare il mese di ottobre.
“È una buona notizia che conferma che le discriminazioni vanno rimosse: i 145 iscritti della Fiom la Fiat li deve assumere", ha commentano il leader nazionale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini. "L'azienda - aggiunge Landini - nelle future assunzioni non deve discriminare nessun lavoratore iscritto a qualsiasi sindacato. Le libertà personali vanno rispettate". "A questo punto mi auguro che le forze politiche e il governo si rendano conto di quello che sta succedendo negli stabilimenti e che facciano rispettare le leggi anche alla Fiat. Il Lingotto deve davvero aprire un discorso sugli investimenti e sul mantenimento degli stabilimenti in Italia" conclude il segretario.

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di Erika Noschese
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