Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Ma la Fiat voleva un plebiscito che non c'è stato

Pomigliano: vincono i sì, 64% a 36%


Pomigliano: vincono i sì, 64% a 36%
23/06/2010, 09:06

POMIGLIANO D'ARCO (NAPOLI) - Alla fine le prime indicazioni di voto si sono confermate: nel referendum tra i lavoratori Fiat che doveva decidere se accettare o meno il diktat della Fiat sulle modifiche alle condizioni di lavoro nello stabilimento di Pomigliano, hanno vinto i sì. Ed è stata una larga vittoria: 2888 i sì contro i 1683 che hanno votato no; poi 59 schede sono state annullate e 22 erano bianche. In termini percentuali, il 64% ha votato sì e il 36% ha scelto il no.
Ma è stata una vittoria meno larga di quanto la Fiat desiderasse, dato che non ha raggiunto il 70%. Tuttavia la vittoria sembra avere soddisfattoi tutti coloro che spingevano per l'accordo. Il primo è stato il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: "La partecipazione al voto è stata straordinariamente alta. A questo punto la Fiat non può che riconoscere che vi sono tutte le condizioni per realizzare il promesso investimento in un contesto di pace sociale. Da oggi il Paese si rivela ancora più moderno. Ha vinto la volontà del Mezzogiorno di attrarre investimenti per consolidarsi come piattaforma produttiva per l'intero bacino del Mediterraneo. Cambiano con questo voto le relazioni industriali nelle quali si isola la logica del conflitto e prevale quella della collaborazione tra le parti nel nome del comune destino dell'impresa e del lavoro. Il baricentro dei nuovi rapporti sindacali diventano l'azienda e il territorio. A questo punto la Fiat non può che riconoscere che vi sono tutte le condizioni per realizzare il promesso investimento in un contesto di pace sociale che, sono convinto, tutti o quasi tutti sapranno garantire. Questo voto è paragonabile al referendum sulla scala mobile che consolidò l'accordo di San Valentino".
Anche la Cgil esprime soddisfazione per la vittoria del diktat della Fiat, attraverso le parole della vice segretaria generale Susanna Camusso: "I sì per il lavoro e i no per non cancellare i diritti. La partecipazione al voto era prevedibile, come la prevalenza dei sì: i lavoratori di Pomigliano si sono ritrovati improvvisamente arbitri di una contesa che preme su di loro e sulle loro aspettative personali perché in quel territorio, caratterizzato da un'alta disoccupazione, uno stabilimento come quello della Fiat svolge un ruolo essenziale e non sostituibile. Anche un voto così particolare, nella sua articolazione tra sì e no, dice che ci vuole una soluzione condivisa, come la Cgil ha sempre sostenuto. Tanto più che intese che cancellano diritti sono inefficaci in quanto illegittime. Per questo chiediamo a Fiat di confermare e avviare l'investimento e la produzione della nuova Panda a Pomigliano, di riaprire la trattativa per un'intesa condivisa da tutti. Al governo, che è stato ininfluente sulle scelte industriali, che ha voluto giocare una sua partita di divisione del sindacato, il voto dice che un Paese moderno difende i diritti dei lavoratori".

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©