Cronaca / Giudiziaria

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L’ipotesi di reato: concussione

Pompei: chiuse le indagini, D’Alessio verso il processo


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Pompei: chiuse le indagini, D’Alessio verso il processo
21/09/2013, 11:52

Non c’è pace per Pompei. Se nel 79 dc la città romana fu sepolta dalla lava incandescente del Vesuvio, ai giorni nostri ci ha pensato la malapolitica a sprofondare la città nell’infamia. Dopo le polemiche al vetriolo sull’area archeologica che si sbriciola a vista d’occhio, arrivano le inchieste giudiziarie che coinvolgono il Comune di Pompei, il primo cittadino Claudio D’Alessio ed il comandante della Polizia Municipale Gaetano Petrocelli. L’inchiesta della procura di Torre Annunziata parte dalla denuncia del gestore del servizio di rimozione e custodia dei veicoli Natale Russo che ai magistrati ha raccontato circa le richieste del sindaco di Pompei per permettergli di lavorare. Secondo l’accusa D’Alessio avrebbe chiesto a Russo del danaro per il partito, l’Udc, sottoforma di contributo volontario, altrimenti il primo cittadino avrebbe revocato l’appalto  di rimozione delle auto. Una vicenda vergognosa in via di accertamento da parte della magistratura che ipotizza per il sindaco D’Alessio il reato di concussione, mentre per il comandante dei vigili quello di abuso d’ufficio. Giunta ieri in comune la notifica di chiusura delle indagini, adesso si attende la decisione del giudice sul rinvio a giudizio, e quindi l’apertura di un ennesimo processo che vede indagato un sindaco assolutamente non nuovo nelle sue azioni amministrative ad implicazioni giudiziarie. Ciò che viene fuori da questa triste vicenda, al di là di modalità e responsabilità implicite o meno, nel fatto specifico, è l’uso distorto del potere politico, in quella sorta di sudditanza che nel Mezzogiorno d’Italia rappresenta il più endemico dei mali che si oppone allo sviluppo lineare del territorio.

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di Redazione
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