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Pompei in caduta libera: turismo ko


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Pompei in caduta libera: turismo ko
05/09/2012, 15:55

NAPOLI – Incredibile ma vero! Il sito archeologico più grande del pianeta, il più visitato, Il più cliccato, il più osannato dai Cinesi che addirittura volevano acquistarlo, subisce una debacle di quasi 50mila visitatori in meno nel periodo Genaio-Agosto 2012. Vittima illustre della Spending Review, o negligenze congiunte Comune Soprintendenza? Un fatto è certo: nell’area della città antica  ricoperta dai lapilli e dalla cenere del Vesuvio sono ben 24 le domus chiuse al pubblico, non considerando quelle fatiscenti, ed altre in attesa di crollo. La Cisl punta il dito contro la carenza di personale che sarebbe la circostanza responsabile dell’ammanco nel turismo soprattutto estivo. Sono 28 i custodi quotidianamente in servizio a fronte di quasi 800mila metri quadrati di sito archeologico che ospitano ogni giorno qualcosa come 12mila persone. Ma di chi è la responsabilità del crollo nelle visite agli Scavi? Non ci sono custodi sufficienti per tenere aperte tutte le Domus del perimetro urbano, e magari questa circostanza è di competenza di una Soprintendenza che su Pompei latita; ma anche il consesso civico ha le sue responsabilità oggettive di fronte non solo alla cittadinanza, ma di fronte al mondo intero. Il sindaco D’Alessio è il garante istituzionale del buon funzionamento della macchina turistica e culturale rappresentata dagli Scavi, per cui sarebbe auspicabile che la sua voce si levi forte nelle sedi competenti affinché Pompei torni ad avere quel ruolo primario che le spetta nel panorama storico-culturale internazionale.

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di Rosario Lavorgna
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