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Ieri il ministro Galan: 105 mln di euro per il sito

Pompei: nuovo crollo. Ma il Mibac smentisce: “Allarmismo”

Il danno non sarebbe recente: parziale distacco

Pompei: nuovo crollo. Ma il Mibac smentisce: “Allarmismo”
27/10/2011, 14:10

POMPEI – Nuovo crollo a Pompei. Questa volta nella Domus di Diomede, lungo la via Consolare, dove nei giorni scorsi sono crollate già due pareti. A denunciarlo è la Uil dei Beni Culturali, secondo la quale ancora una volta il crollo e le pietre sarebbero venute fuori “per effetto della scerbatura”. La segnalazione in questo caso sarebbe stata fatta dalla ditta incaricata dei lavori che avrebbe avvertito il custode, che a sua volta avrebbe dato l’allarme.
Il nuovo episodio, avverte il sindacato, richiama ulteriormente la necessità di procedere al più presto alle operazioni di monitoraggio: “Va controllato tutto - afferma la Uil - altrimenti è uno stillicidio di crolli”. Quello che fa notare la Uil, infatti, è che nonostante sia stato assicurato “un continuo monitoraggio in corso”, tutti i giorni vi sono però delle segnalazioni. E questo sta necessariamente a significare che qualcosa non torna: non è un caso, infatti, che ci si trovi dinanzi alla terza segnalazione in una settimana di danni emergenti nel sito archeologico di Pompei.
Il nuovo crollo arriva a distanza di poche ore dall’annuncio dato dal ministro Galan di una nuova liquidità per salvare la zona da parte dell’Ue. Proprio ieri, infatti, il ministro dei Beni Culturali ha assicurato che i soldi per il piano di interventi straordinari su Pompei ci sono: si tratta di 105 milioni di euro e sono tutti per rimettere in sesto l’area archeologica, afflitta dai crolli. L’auspicio è che ora questi soldi vengano spesi realmente per ciò a cui sono stati destinati e bene. Per evitare che il sito pompeiano, e la storia dell’Italia, possano “sgretolarsi” ulteriormente.

(aggiornamento ore 14:07)
LA SMENTITA DEL MIBAC: SOLO ALLARMAMISMO
Nessun crollo a Pompei: lo afferma il ministero dei Beni Culturali in riferimento alle notizie diffuse sul nuovo crollo nell’area degli scavi, relativo alla Domus di Diomede. La verifica effettuata sul posto dai tecnici della Soprintendenza pare abbia accertato “che tutto ciò non corrisponde a verità, nella maniera più assoluta”. Per il Mibac si tratterebbe solo di un parziale distacco della muratura posteriore di una fontana, che si è adagiata all’interno della fontana stessa. “L’episodio - assicura - non è sicuramente recente, come dimostra la crescita di vegetazione spontanea. Si tratta di una Domus scavata nel 1700, chiusa al pubblico, la cui messa in sicurezza è già prevista nel Programma per la salvaguardia per Pompei”. Per il Mibac tutto sarebbe riconducibile a puro allarmismo.

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di Antonio Formisano
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