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L'Osservatorio patrimonio: "L'80% degli scavi a rischio"

Pompei: "Per ogni crollo, ce ne sono altri 9 sconosciuti"

In attesa dei 105 milioni di euro della Commissione europea

Pompei: 'Per ogni crollo, ce ne sono altri 9 sconosciuti'
26/02/2012, 22:02

POMPEI (NAPOLI) - “Non c’è un minuto da perdere, la situazione è drammatica” dichiara l’architetto responsabile dell’Osservatorio patrimonio culturale Antonio Irlando all’agenzia Adnkronos. Ormai è chiaro a tutti che il sito archeologico di Pompei è a rischio. “Per un crollo reso noto, ce ne sono altri nove di cui non si viene a sapere” spiega all’Adnkronos. L’ultimo campanello di allarme è suonato il 22 febbraio, quando si è distaccato un pezzo di intonaco grezzo di circa un metro dal paramento esterno della parete orientale del Tempio di Giove. Il crollo non ha interessato direttamente il Tempio, ma è un ulteriore segnale dell’emergenza. “Se è accaduto all’intonaco di un edificio che si trova nel punto più visitato di Pompei, cioè il Foro, è un allarme che deve richiamare l’attenzione su quanto sta avvenendo nelle altre nove regioni, dove non va nessuno”.
L’attività di Antonio Irlando non si concentra solo su Pompei, ma anche nei Campi Flegrei, a Poggiomarino, a Oplonti. La situazione più critica rimane quella di Pompei: “Vediamo cose sconcertanti – prosegue Irlando –. In alcuni punti la situazione è fuori controllo, ci sono pezzi di intonaco schiantati e colonne palesemente in bilico e fuori asse. Basta farsi un giro negli scavi per capire che non c’è gestione o controllo”. Anche i siti restaurati lasciano molto a desiderare: “La Casa del Menandro è stata chiusa per anni e sono stati fatti restauri importanti. Oggi è aperta, ma alcune pitture sono molto compromesse dall’umidità e i mosaici non godono di buona salute. La Casa del Fauno, aperta al pubblico, ha intonaci che possono crollare da un momento all’altro sulla testa dei visitatori”. Insomma “l’80% degli scavi di Pompei è a rischio crollo”.
La speranza, in parte, è riposta nei 105 milioni di euro promessi dal commissario europeo Johannes Hahn: “In attesa che arrivino però – sottolinea Irlando – nulla sta avvenendo. Non è stato ancora reso noto nel dettaglio il programma che detterà gli interventi e come saranno svolti. Questo allontana i privati che decidono di contribuire”. Da parte sua, il segretario generale del ministero dei Beni culturali Antonia Pasqua Recchia dichiara: “Abbiamo davvero messo in moto tutto quello che potevamo. I soldi europei sono già in Italia, al ministero dell’Economia e verranno usati via via per i pagamenti. Faremo solo bandi e non affidamenti diretti per dare la massima trasparenza e legalità a tutte le azioni su Pompei”.

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di Emanuele De Lucia
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