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Ascoltato dai Pm l'ex tesoriere di An

Pontone su casa Montecarlo:"Seguito indicazioni partitiche"


Pontone su casa Montecarlo:'Seguito indicazioni partitiche'
14/09/2010, 20:09

ROMA - Si è appena conclusa l'audizione in procura del senatore ed ex tesorirere di An Francesco Pontone; convocato per l'oramai stranota indagine collegata all'appartamento di Montecarlo acquistato in Boulevard Princesse Charlotte.
Pontone, infatti, è la personalità che, delegato dall'allore presidente di An Gianfranco Fini, si preoccupò di vendere il prestigioso locale donato al partito dalla contessa Anna Maria Colleoni. Secondo i magistrati l'appartamento, sarebbe poi stato passato a due società off-shore con sede nelle Antille e, in ultimo, si sarebbe trasformato nella residenza di Giancarlo Tulliani; fratello della più nota Elisabetta, compagna dell'attuale presidente della Camera.
L'ex tesoriere ha dunque confermato di aver trattato la vendita del bene immobiliare (fissata a 300.000 euro) per conto di Fini nel vicino 2008. 
Il procuratore Giovanni Ferrara e l'aggiunto Pierfilippo Laviani, a seguito di una denuncia contro ignoti per truffa aggravata presentata da due esponenti de "La Destra", ha così deciso di sentire il senatore come persona informata sui fatti. Pontone, interrogato dagli inquirenti, ha raccontato di aver visto Giancarlo Tulliani in una sola occasione e, in ogni caso, solo dopo la vendita dell'appartamento monegasco.  Per il resto, però, Pontone ha precisato di non conoscere il motivo della cessione dell'immobile donato al proprio partito:"Io ho avuto solo mandato a vendere l'immobile alla Printemps Ltd".
Il senatore, quindi, avrebbe agito da semplice braccio del partito; senza conoscere motivazioni e successivi impieghi del bene venduto. Riguardo il valore conferito all'abitazione, invece, i pm capitolini, hanno deciso di ascoltare la testimonianza del deputato del Pdl, Donato Lamorte, e quello di Rita Marino; ex segretaria particolare di Fini. I due, difatti, furono i primi ad effettuare un sopralluogo subito dopo la concretizzazione della donazione effettuata dalla contessa Colleoni. Come riportato anche da "Il Tempo", l'intento dei magistrati, è quello di comprendere il valore reale dell'appartamento al momento della donazione; stabilendo eventuali ulteriori speculazioni nella successiva vendita dello stesso.

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di Germano Milite
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