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Ancora ignote le cause del crollo

Pordenone, nella notte crolla tetto di una scuola


Pordenone, nella notte crolla tetto di una scuola
13/09/2012, 17:30

CORDENONS (Pordenone) -  Tragedia sfiorata a Cordenons, in provincia di Pordenone quando - durante la notte – il tetto di una scuola elementare è crollato. Solo poche ore dopo e sarebbe stata una vera tragedia in quanto doveva iniziare il nuovo anno scolastico. Il soffitto è precipitato finendo nel corridoio del secondo piano del palazzo. Se il fatto fosse accaduto dopo il suono della campanella d'entrata per i 400 alunni che frequentano l'istituto si sarebbe rischiato un dramma come quello di Rivoli nel 2008, in cui uno studente liceale rimase ucciso sotto il soffitto della sua aula.
Ancora ignote le cause del crollo che sembra non sia stato provocato né dalla pioggia né da qualche altra ragione climatica.
Immediata la chiusura dello stabile, disposta dal sindaco, sospendendo le lezioni per l'intera settimana.
"Dall'indagine che abbiamo svolto - ha detto Andrea Lenarduzzi, il funzionario dei Vigili del Fuoco che ha effettuato un sopralluogo nell'edificio - siamo persuasi che il cedimento strutturale della copertura della scuola elementare possa essere stato causato dal collasso della trave portante in legno, probabilmente a causa dell'usura e degli agenti atmosferici".
Lenarduzzi ha anche disposto l'immediata evacuazione della scuola, non solo dell'ala interessata dal crollo. "Fino a che non avremo scongiurato la possibilità di cedimenti di altre parti della struttura - ha fatto sapere l'ingegnere - nessun alunno o insegnante potrà utilizzare l'istituto".
Il Comune di Cordenons ora sta cercando una soluzione per evitare di sospendere per un tempo prolungato le lezioni.
Immediate le polemiche sullo stato della sicurezza delle scuole italiane. Commentando il crollo di Cordenons, la Rete degli Studenti critica le ultime dichiarazioni del ministro dell'istruzione Francesco Profumo, che ha promesso un computer in ogni classe entro giugno. "E' sicuro di voler investire 50 milioni di euro in computer quando le nostre scuole continuano a crollare?", chiede al ministro l'associazione studentesca. "Le parole del ministro Profumo di queste ore", continua la nota, "rischiano di essere uno specchietto per allodole. Tutti noi siamo consapevoli della forte arretratezza da un punto di vista tecnologico delle nostre scuole, e tutti gli studenti d'Italia vorrebbero certamente vedere dei passi in avanti per quanto riguarda l'innovazione e la qualità del nostro sistema scolastico, ma non possiamo certo credere che basti fornire di un computer ogni aula per colmare la distanza che ci separa dall'Europa".

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di Erika Noschese
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