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Porfidia (Noi Sud): "Presidente Protezione civile “Le Aquile” di Recale ha fatto come Totò che vendette la Fontana di Trevi"


Porfidia (Noi Sud): 'Presidente Protezione civile “Le Aquile” di Recale ha fatto come Totò che vendette la Fontana di Trevi'
07/12/2010, 15:12


RECALE (Ce) - “Il Presidente della Protezione Civile di Recale ha proposto un progetto alla Regione Campania senza l’autorizzazione del Comune all’utilizzo delle strutture comunali e di quelle scolastiche: autorizzazione mai ottenuta perché mai richiesta”. Lo afferma il primo cittadino di Recale on. Americo Porfidia, in merito alle accusa rivoltegli dalla Protezione civile locale. “Quando il Comune – spiega Porfidia - , all’oscuro di tutto, è venuto a conoscenza di questo progetto ha chiesto spiegazioni alla Regione Campania la quale ha fatto sapere che il progetto non era corredato da alcuna autorizzazione comunale. Di fatti mai nessuno ha chiesto l’autorizzazione per tale progetto, di cui l’Ente non conosceva nemmeno i contenuti. Tutto ciò avrebbe potuto provocare gravi responsabilità al Comune in caso di un infortunio di uno dei partecipanti al progetto stesso o per altri imprevisti. Contattato il Presidente dell’Associazione “Le Aquile”, lo stesso ha rifiutato qualunque dialogo con l’Ente al fine di regolarizzare gli atti ritenendo che non fosse necessario. Pertanto - precisa il sindaco - l’Ente ha ritenuto solo di cautelarsi da responsabilità che potevano derivare da un progetto completamente sconosciuto. Come se un cittadino chiedesse una concessione edilizia su un terreno di proprietà di un altro cittadino: L’Associazione “Le Aquile” ha infatti “venduto” il comune di Recale e gli istituti scolastici così come Totò vendette la Fontana di Trevi. Gli stessi dirigenti scolastici – continua il sindaco di Recale - non hanno mai ricevuto alcuna richiesta per l’utilizzo degli edifici scolastici. Quando la Regione si è resa conto di ciò non ha potuto fare altro che revocare il progetto, nonostante il sottoscritto avesse dato la propria disponibilità, rifiutata dal Presidente delle “Aquile”, a “sanare” la situazione”. “Io - afferma Porfidia - ritengo che il Presidente dell’Associazione “Le Aquile”(nonché consigliere comunale di opposizione), abbia voluto ribaltare per soli scopi politici sull’Amministrazione comunale una sua mancanza, a causa della sua superficialità nell’affrontare argomenti così importanti (vedi volantini affissi e divulgati). Per quanto riguarda i locali della Stazione ferroviaria, per il cui utilizzo il sottoscritto si è molto adoperato, furono concessi dalla RFI (Rete Ferroviaria Italiana) a condizione che fossero ristrutturati i locali dei WC e che i locali di attesa dei viaggiatori fossero tenuti puliti, ed aperti e chiusi in determinati orari per la sicurezza dei cittadini: i locali adibiti a WC non sono mai stati ristrutturati per carenze di fondi, ma è anche vero che l’impegno di pulire e aprire e chiudere i locali di attesa dei viaggiatori a determinati orari non è stato mantenuto da parte della Protezione civile. Per tali motivi l’Ente ha ritenuto di non assumersi responsabilità addebitabili ad inadempienze dell’Associazione “Le Aquile”. Può negare forse il Presidente delle “Aquile” che ogni volta che ha chiesto l’utilizzo della sala consiliare (come è accaduto due volte anche di recente), o di altra struttura pubblica gli è sempre stato concesso? Avremmo fatto la stessa cosa con il fantomatico progetto del quale però - conclude Porfidia - non si sapeva assolutamente nulla”.

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di Redazione
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