Cronaca / Soldi

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Sgominata organizzazione italo-rumena

Portici: Guardia di Finanza arresta 13 persone per contraffazione

Copiavano griffe d'alta moda e rivendevano sul mercato

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Portici: Guardia di Finanza arresta 13 persone per contraffazione
12/04/2011, 13:04

Al termine di una complessa attività d’indagine svolta dalla Compagnia Guardia di Finanza di Portici,  i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare - emesso dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, Sezione Reati di Criminalità Economica - nei confronti di 13 persone (già eseguiti nove in carcere e tre agli arresti domiciliari), componenti di un’organizzazione criminale dedita alla produzione e commercializzazione di cinture contraffatte ed al traffico di tabacchi lavorati esteri, attiva nell’area dei paesi vesuviani con ramificazioni in Puglia, Toscana, Marche e Romania. Con provvedimento di custodia cautelare in carcere sono finiti: Fasano Giuseppe, nato a Napoli il 05.01.1962, Fasano Vincenzo, nato a Napoli il 02.12.1958, Pellegrino Anna, nata a Napoli il 26.03.1965, Cangiano Pasquale, nato a Napoli il 08.10.1954, Scando Immacolata, nata a Napoli il 05.12.1962, Del Vecchio Tommaso, nato a Barletta (BA) il 23.10.1958, Manfredi Vito, nato a Napoli il 23.12.1963, Poienari  Ovidiu Dumitru, nato a Suceava (Romania) il 06.09.1978 e Cesetti Eliseo, nato a Monte Vidon Corrado (AP) il 27.11.1955. Gli arresti domiciliari, invece, sono toccati a Alboreto Salvatore, nato a Napoli il 12.12.1951, Serrazzi Mario, nato a  Napoli il 03.09.1959, Russo Vincenzo, nato a Napoli il 12.06.1985.
Essenziali sono risultate le intercettazioni telefoniche per l’individuazione dei responsabili dell’illecito traffico e la scoperta degli opifici destinati alla produzione illecita di accessori di abbigliamento. La scelta dei luoghi dove impiantare la fabbricazione delle cinture, come emerge chiaramente dalle conversazioni intercettate, veniva sempre ponderata, avendo cura di scegliere località o edifici che non attirassero l’attenzione delle Forze di  Polizia. In alcuni casi, infatti, nel ricercare nuovi siti in cui impiantare la produzione, gli associati facevano riferimenti espresso a zone molto tranquille ed adatte a confondersi con l’ambiente, prediligendo gli scantinati di normali palazzine, anche in zone centrali della città, ossia in luoghi dove nessuno si sarebbe aspettato di trovare una fabbrica clandestina di falsi prodotti griffati. L’approvvigionamento dei materiali grezzi utili per la produzione della merce avveniva per la maggior parte presso normali aziende specializzate nel settore, site in Puglia, Toscana e Marche e talvolta, per esigenze di economicità, anche presso fornitori cinesi operanti nel napoletano. Dopo i primi interventi repressivi posti in essere dalla Guardia di Finanza nel corso degli accertamenti, una parte dell’organizzazione, nel tentativo di sottrarsi alle indagini, aveva delocalizzato la produzione illecita delle cinture in Romania, provvedendo alla successiva commercializzazione dei capi attraverso la loro spedizione, tramite corriere, in Italia, Francia e Spagna. Le indagini, durate alcuni mesi, hanno consentito di individuare tutti i luoghi destinanti alla produzione e al deposito dei prodotti contraffatti, con il sequestro complessivo di oltre 275.000 articoli - tra cinture etichette ed accessori -, delle più note griffe di moda (Gucci, Hogan, Dolce & Gabbana, Louis Vuitton, John Richmond, Armani, Prada, Cavalli, Guess, Fendi, ecc.) oltre che di 100 kg di TLE.

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di Salvatore Formisano
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