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L’incendio nel pomeriggio di ieri. Torna la paura dei raid

Portici, in fiamme un deposito dei pescatori


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Portici, in fiamme un deposito dei pescatori
01/03/2010, 12:03

PORTICI – Ancora fuoco a Portici. Dopo le auto date alle fiamme nei mesi scorsi, a cadenza quasi regolare, e gli attentati incendiari ai danni dell’abitazione di un dipendente comunale e dell’ufficio anagrafe, stavolta i piromani hanno preso di mira un deposito dei pescatori al porto del Granatello.
Nel tardo pomeriggio di ieri, infatti, un incendio ha distrutto una rimessa dove venivano custodite le attrezzatura per la pesca al porto di Portici. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti che stanno seguendo il caso, il rogo sarebbe stato appiccato utilizzando del liquido infiammabile.
Ieri, intorno alle 18, incuranti delle tante persone in strada a quell’ora e dei clienti dei bar della zona, ignoti hanno cosparso di combustibile un capannone in legno in via Nuova Macello, appiccando poi il fuoco. Sono bastati pochi secondi e le fiamme si sono trasformate in un grosso incendio. A peggiorare le cose, la presenza del vento nel pomeriggio di ieri che ha ulteriormente alimentato il rogo, e il materiale altamente infiammabile di cui era composta la struttura. Le fiamme hanno, dunque, completamente circondato la baracca di legno, mandando in cenere, in pochi minuti, anche tutti gli attrezzi e il materiale depositato all’interno.
Ad allertare le forze dell’ordine, alcuni clienti di un locale nei pressi del capannone. Sul posto sono immediatamente arrivati i Vigili del Fuoco e gli agenti del commissariato di polizia di Portici-Ercolano. I pompieri hanno lavorato per circa un’ora per domare le fiamme e spegnere completamente l’incendio. Chiara, sin da subito, la natura dolosa del rogo.
Le prime indagini condotte dai poliziotti, hanno rivelato che il deposito era stato dato in concessione da un privato ad un uomo recentemente deceduto. Al momento, la struttura era in attesa di essere demolita poiché costruita abusivamente. Gli investigatori si sono dunque messi alla ricerca del fratello del defunto affittuario del capannone: l’uomo rintracciato è stato ascoltato in giornata.
La vicenda, tuttavia, presenta molte ombre. Gli inquirenti, sono soprattutto alla ricerca di qualche testimone; qualcuno disposto a parlare e a raccontare ciò che ha visto. E’, infatti, improbabile che chi ha appiccato il fuoco, non sia stato notato dalle tante persone che a quell’ora affollavano il porto del Granatello. Inoltre, proprio il fatto che la struttura fosse prossima all’abbattimento e che il proprietario non si fosse mai opposto alla demolizione, crea ulteriori dubbi e perplessità sull’accaduto.
Un episodio dai contorni strani. Tuttavia la polizia, al momento, sembra escludere che dietro al rogo di ieri, ci sia la mano del racket: il deposito, infatti, veniva utilizzato dai pescatori gratuitamente.

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di Elisa Scarfogliero
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