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Portico di Caserta, diritti negati a disabile


Portico di Caserta, diritti negati a disabile
11/10/2011, 16:10

PORTICO DI CASERTA – Ancora una storia di diritti negati, ancora una volta sono le fasce più deboli della società a farne le spese. Protagonista è il minore F.L., affetto dalla nascita da Autismo Infantile residente in Portico di Caserta (Ce). Una vicenda emblematica che testimonia come in un Comune di oltre 7mila abitanti non sia stato mai predisposto un mezzo pubblico per i cittadini disabili rivolto a garantire il trasporto scolastico e a finalità riabilitative presso i centri autorizzati. Anni di vane richieste protocollate all’Ente locale, la risposta è sempre la stessa: “mancano i fondi, presto provvederemo ad acquistare un mezzo per garantire il servizio”. Intanto il tempo passa e il minore continua ad essere accompagnato a scuola dai genitori, a proprie spese, frequentando regolarmente fino alla scuola secondaria di primo grado nel comune di residenza. “Sono stati anni di enormi sacrifici – affermano i genitori del minore – , è triste constatare come, ancora oggi, ci si debba scontrare con Istituzioni sorde alle esigenze e ai diritti dei cittadini più deboli”. Finite le cosiddette scuole medie il piccolo F.L. sta frequentando, dopo prescrizione sanitaria, un centro in provincia di Napoli per una particolare terapia riabilitativa “da giugno scorso stiamo accompagnando nostro figlio al centro A. I. A. S. in Cicciano (Na) –continuano i genitori- unica struttura più vicina dove poter permettere al minore di praticare la terapia prescritta dagli specialisti”. I genitori del piccolo disabile, dunque, devono quotidianamente percorrere oltre centotrenta chilometri, ovviamente con mezzi propri ed a proprie spese senza avere la minima considerazione da parte delle Istituzioni locali . Una situazione divenuta insostenibile poiché obbliga i genitori del minore a dedicare le giornate, dalle 9.00 alle 15.00, esclusivamente a tale attività “è impossibile oltre che economicamente insostenibile -sottolineano i genitori- accompagnare il minore al mattino e ritornare poi alle ore 15.00 per prelevarlo”. La decisione dunque di rivolgersi ad un legale “non vogliamo nessun privilegio -spiegano i genitori- il trasporto a finalità scolastica e terapeutica è un diritto per tutti i disabili, ci facciamo portavoce anche di quanti nel nostro comune si trovano nella stessa situazione”. “Le normative vigenti parlano chiaro -spiega l’Avv. Ambrogio Vallo, difensore del minore- gli Enti locali sono obbligati per legge a programmare e a stanziare fondi da destinare ai servizi sociali.“La tipologia di trasporto in questione –continua il legale- ha finalità terapeutiche e riabilitative ed è posta tra gli interventi assistenziali a carico del Comune di residenza in considerazione anche dello stato di Handicap Grave del minore”. “Il Comune di Portico di Caserta –precisa l’Avv. Vallo- è stato per anni sordo alle richieste dei miei assistiti e, nella migliore delle ipotesi, si è limitato a rassicurarli senza mai garantire fattivamente il diritto del piccolo F.L., e dei disabili presenti sul territorio, per questo abbiamo proposto ricorso d’urgenza al Tribunale competente”.

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di Redazione
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