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Oltre tre ore di attesa prima di partire

"Portoghese" a bordo, odissea per 150 passeggeri di un aereo


'Portoghese' a bordo, odissea per 150 passeggeri di un aereo
02/05/2012, 11:05

LISBONA - Cosa ti aspetti di trovare in Portogallo? Ovviamente un "portoghese".
Si potrebbe risolvere con questa battuta, la vicenda di 150 passeggeri - tra cui una squadra di eugby di Jesi - che hanno preso un aereo della Easyjey in partenza da Lisbona e diretto a Roma. Ma la battuta nasconde pesanti inefficienze non solo del personale dell'aereo, ma anche di quello dell'aeroporto e delle forze dell'ordine.
Tutto è iniziato verso le undici di mattina del primo maggio, quando l'aereo era in partenza. Il problema era che c'era una persona in più che non iusciva a trovare posto. Dopo una mezz'ora in cui le hostess hanno cercato di convincere l'uomo a sedersi, si è appurato che posti non ce n'erano. Allora  stato chiesto a tutti i passeggeri di mostrare le carte di imbarco (che non prevedono la prenotazione del posto) e dopo un controllo prolungato si è scoperto l'estraneo.
Fatto scendere il clandestino, le hostess hanno annunciato la prossima partenza. Al che sono iniziate le proteste dei passeggeri: e se il clandestino avesse introdotto una bomba nei bagagli? Alla fine è stato fatto un controllo a dir poco superficiale, chiedendo semplicemente ai passeggeri se riconoscevano il loro bagaglio. Ci sono volute altre proteste dei passeggeri per convincere il comandante a fare di nuovo le operazioni di check in (quindi con un controllo migliore) per il bagaglio contenuto nella stiva. Il tutto senza che i passeggeri abbiano avuto alcuna forma di assistenza da parte delle hostess, neanche un semplice bicchiere d'acqua.
Finalmente alle 14.40 l'aereo è partito, per poi arrivare a Roma alle 18.

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di Antonio Rispoli
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