Cronaca / Sangue

Commenta Stampa

L'ex 're del grano' forse ucciso per un furto degenerato

Posillipo, Ambrosio e la moglie massacrati a sprangate nella loro villa


.

Posillipo, Ambrosio e la moglie massacrati a sprangate nella loro villa
16/04/2009, 05:04

Franco Ambrosio, 77 anni, e sua moglie Grazia Sacco, 72 anni, erano riversi sul pavimento in una pozza di sangue. Il cranio fracassato a bastonate. Così li ha trovati uno il loro primogenito Massimo, nella villa in discesa Gaiola n. 36, interamente messa sottosopra. Gli assassini sono entrati da una finestra che presenta evidenti segni di effrazione. Questa la scena del crimine per il duplice omicidio che ha sconvolto Napoli. Tutto intorno gli avanzi delle cibarie, wurstel, pane, bottiglie di vino vuote. Prima di andare via uno dei banditi ha anche defecato davanti all'ingresso. Scomparsi gioielli, soldi, carte di credito e bancomat, per un bottino di circa 50mila euro. Non sono stati invece toccati argenteria ed alcuni quadri di valore della scuola napoletana, circostanza che fa presupporre che ad agire siano stati alcuni sbandati e non di professionisti.

I rilievi si rivelano complicati. I vigili del fuoco hanno già controllato la parete rocciosa a picco sul mare alla ricerca di una eventuale fuga degli assassini in acqua. Nella villa, nessuna telecamera né cani da guardia. I coniugi Ambrosio erano praticamente isolati. Una discesa poco frequentata, un grande appezzamento di terra e poi la stupenda villa di Posillipo. Le indagini sembrano improntate principalmente verso la pista della rapina. A confermare questa tesi, lo stato in cui sono state trovate le stanze della villa e gli ammanchi registrati durante i primi sopralluoghi.

La tesi della rapina, perpetrata da extracomunitari, è quella che tiene banco in queste ore. Ne è convinto anche il capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani, che ha parlato non di una rapina, ma di un tentativo di furto finito in tragedia per la reazione delle vittime. Secondo quanto riferiscono ai cronisti gli avvocati di Ambrosio, Guido Furgiuele e Massimo Rizzo, qualcuno è entrato nella villa tra mezzanotte e le due del mattino. Probabilmente pensava che non ci fosse nessuno un casa ed aveva in mente di svaligiarla. Il rumore del vetro infranto ha però messo in allarme i coniugi, che si sono precipitati a vedere. A questo punto i malviventi, colti di sorpresa, avrebbero agito d’istinto. Una reazione che fa pensare che si sia trattato di delinquenti occasionali o comunque non organizzati, di certo non di una banda di ‘professionisti’. Si sarebbero scagliato su Ambrosio e la moglie e li avrebbero ripetutamente colpiti con delle mazze di ferro, fino a lasciarli senza vita. Poi, la razzia. Dalla casa, riferiscono ancora gli avvocati, sono spariti soldi, carte di credito, portafogli.

I sospetti, stando a quanto riferiscono ancora gli avvocati, potrebbero concentrarsi su alcuni giovani che da qualche tempo si riunivano in una villa abbandonata a pochi passi dalla residenza degli Ambrosio. “La signora era preoccupata che prima o poi accadesse qualcosa nella sua villa, - hanno detto, - c’era un via vai incontrollato di persone vicino alla Gaiola. Tanti giovani frequentavano la villa abbandonata della regione Campania dove spesso si riuniscono giovani di cui non si conosce la provenienza”. “Sono frequenti le feste rave che si tengono sulla spiaggia della Gaiola, - ha continuato l’avvocato Rizzo, - e questo destava preoccupazione nella signora Ambrosio che ha in qualche caso anche avvertito il 113 dei pericoli che potevano provenire da quelle presenze”.

Il luogo del duplice omicidio è stato sottoposto a sequestro e le indagini sono affidate al pm Antonio D’Alessio. Sembra che all’interno della villa siano state rilevate impronte e altro materiale organico che potrebbero rivelarsi fondamentali per l’individuazione dei responsabili.

Le piste alternative, sebbene continuino le indagini, secondo gli avvocati sono da scartare. Ribadendo che nella villa erano in corso lavori di ristrutturazione, i legali Rizzo e Furgiuele, sottolineando che “qualsiasi ipotesi fantasiosa è fuori posto”, hanno spiegato che “la sensazione è che chi si è introdotto in casa pensava di trovarla vuota a causa dei lavori di ristrutturazione in corso. Questa è una zona in cui c’è costante afflusso di sbandati che si ritrovano a fare rave sulla spiaggia davanti alla villa abbandonata”. Non è però escluso, a giudicare dalle bottiglie di liquore lasciate a metà ritrovate nel parco della villa, che gli assassini credessero che l’abitazione fosse disabitata ed avessero pensato di bivaccare nella zona, spingendosi successivamente in quella casa che credevano fosse vuota.

Le salme sono state portate via poco prima delle 14, in un furgone della polizia mortuaria scortato da una volante dell’Ufficio di prevenzione generale della Questura.

La ricostruzione della polizia collima con la versione data dai legali della coppia. Gli assassini, presumibilmente più di due, secondo i primissimi rilievi della scientifica, sono entrati dopo aver forzato la porta-finestra della terrazza intorno alle due del mattino. Hanno preso di mira prima una depandance affittata ad un avvocato (al momento assente), a pochi metri dalla villa. Lì, presumibilmente, hanno bivaccato credendo che non ci fosse nessuno nei paraggi. Poi hanno deciso di entrare nella villa. Hanno colto Ambrosio e sua moglie di sorpresa, massacrandoli con delle mazze di ferro, a giudicare dalle ferite da taglio ritrovate sui corpi delle vittime. Diverse le impronte digitali e le tracce biologiche refertate: mozziconi di sigaretta e bicchieri e bottiglie utilizzati dai malviventi. Tutte le stanze del primo piano sono state messe a soqquadro. Quelle del secondo sono invece inaccessibili per via dei lavori di ristrutturazione. Non hanno portato via l'argenteria o i quadri di valore, prendendo solo gioielli, soldi e bancomat. Non sono nemmeno riusciti a divellere la cassaforte fissata nella parte. L’imprenditore è stato trovato in cucina, la moglie nella sala tv. Si dovranno attendere gli esami autoptici per stabilire se le vittime abbiano cercato in qualche modo di difendersi. L’arma del duplice delitto non è stata ancora ritrovata.

Nessun sistema di sicurezza oltre ai cancelli. La villa del re del grano non era protetta né da telecamere di videosorveglianza, né da cani da difesa. “Non c’erano mai stati problemi in tanti anni e quindi non ne sentivano la necessità”, conferma il notaio Nicola Capuano, che seguiva gli affari dell’imprenditore. Nella zona non sono presenti nemmeno le telecamere pubbliche. “Abbiamo chiesto più volte una videosorveglianza, - spiega ai giornalisti Nando Ribecco, vicino di casa delle vittime, - perché la Gaiola non è sicura, assediata da drogati e sbandati”. “non abbiamo sentito niente. Ma se erano rapinatori, non sono certo entrati dal cancello”, commenta il commercialista Francesco Serao, altro vicino di casa degli Ambrosio.
 

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©