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Pozzuoli, perseguitava insegnante su Facebook: arrestato per stalking


Pozzuoli, perseguitava insegnante su Facebook: arrestato per stalking
18/02/2011, 11:02

Ieri pomeriggio, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza “Pozzuoli”, hanno arrestato R.B., 49enne di Ceglie Messapica (Br), per atti persecutori nei confronti di una insegnante di Pozzuoli.

I due si erano conosciuti tramite il noto social network Facebook e nonostante la distanza, si erano incontrati un paio di volte. B. era infatti venuto sino a Pozzuoli per poter incontrare la persona con cui aveva sino ad allora potuto solo chattare.

Da interesse a conoscerla, la sua azione si era trasformata rapidamente in persecuzione quando l’insegnante aveva deciso di non voler approfondire la conoscenza e quindi di non volerlo più rivedere.

Lo scorso 27 novembre la donna, stanca dei comportamenti dell’uomo che per nulla affatto aveva accettato la decisione di interrompere sul nascere la conoscenza, aveva denunciato quanto stava accadendo ai poliziotti del Commissariato Pozzuoli.

Secondo quanto riferito, la vittima negli ultimi tempi era stata costretta a subire condotte moleste ed ossessive di vario tipo, quali appostamenti nei pressi della propria abitazione e del luogo di lavoro, affissione di locandine riportanti foto private della donna corredate da didascalie ingiuriose, ingiurie continue, minacce telefoniche, via sms ed attraverso lo stesso Facebook. La vittima dell’attività persecutoria era stata quindi costretta a cambiare la sua utenza telefonica.

Resisi conto dell’inequivocabile carattere persecutorio della condotta posta in essere da R.B. e del fatto che stava cagionando un perdurante e grave stato di ansia e paura nella donna che tra l’altro cominciava a temere per la propria incolumità sentendosi quindi costretta a dover alterare le proprie abitudini, i poliziotti, secondo quanto previsto dalla legge 38/09, anche detta “anti stalking”, avevano chiesto al Questore l’emissione dell’Ammonizione.

Il 7 dicembre scorso, il Questore di Napoli aveva pertanto emesso il provvedimento che invita il soggetto persecutore a modificare la propria condotta antigiuridica. L’ammonizione era stata quindi notificata a R.B. pochi giorni dopo tramite i Carabinieri della Stazione di Ceglie Messapica.

Il provvedimento non aveva però avuto l’esito sperato e l’uomo aveva continuato nella sua ossessiva condotta persecutoria.

Lo scorso 26 gennaio la vittima di R.B. aveva inoltre ricevuto una raccomandata, inviatale dallo stesso persecutore ed all’interno della quale vi era la notifica del provvedimento di ammonimento.

Ieri mattina si è avuto l’epilogo della vicenda. Terminato il lavoro, la donna è tornata a casa come ogni giorno accompagnata dall’anziano genitore. Giunti in prossimità del proprio domicilio, padre e figlia hanno subito notato una panda di colore bianco sostata nel vialetto di accesso alla loro abitazione con a bordo R.B..

Il persecutore si è quindi accorto del loro arrivo e si è precipitato dall’auto per raggiungerli ma i due si sono repentinamente rifugiati all’interno della loro abitazione.

A questo punto il pugliese ha iniziato a pigiare ripetutamente il pulsante del citofono dell’abitazione, poi a chiamare sull’utenza telefonica fissa della famiglia ed infine, non ottenendo risposta e per nulla intimorito, ha iniziato ad urlare chiedendo alla donna di uscire di casa.

Terrorizzata, la vittima dell’ennesimo atto persecutorio, ha quindi telefonato ai poliziotti che in pochi attimi hanno raggiunto R.B. e lo hanno immediatamente arrestato. L’uomo è stato identificato e subito condotto alla Casa Circondariale di Poggioreale.

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di Redazione
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