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Prefetto di Milano multato fa ricorso a se stesso, la reazione di Marinelli


Prefetto di Milano multato fa ricorso a se stesso, la reazione di Marinelli
28/02/2011, 16:02

Roma, 28 febbraio 2011 – Il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, ha fatto ricorso contro una multa presa per aver lasciato la propria auto in sosta su uno spazio riservato agli automobilisti disabili. E lo ha fatto presentando ricorso al prefetto di Milano, ovvero a se stesso. La multa risale al 16 settembre 2010, secondo quanto riportato da Quattroruote, e l'auto era in sosta in via San Giovanni sul Muro, vicino a un teatro dove era in corso una serata della rassegna Mito.

“Chi controlla i controllori, dicevano i romani e mai come in questo caso la frase risulta di estrema attualità – commenta Vittorio Marinelli, Responsabile per la Tutela dei Consumatori dell’Italia dei Diritti -, considerando che il prefetto del pretorio in effetti ha più di 2000 anni d’età e li dimostra tutti.

In questo caso la situazione è paradossale e addirittura ridicola, in perfetta sintonia con il nostro Paese caratterizzato da un bunga bunga generalizzato”.

Il titolare della prefettura ha spiegato di aver avuto un “guasto della vettura” e dunque trattandosi di forza maggiore, come comune cittadino, ha presentato un ricorso per l'annullamento ed evitare la decurtazione dei punti.
“Dobbiamo dare atto al prefetto – aggiunge Marinelli – che, in ossequio agli atti delle Supreme Corti italiane che costano tanti soldi all’Erario, si è proceduto ad una necessaria personalizzazione. Pertanto la differenza è tra chi non conta niente, ossia la maggioranza della popolazione e, invece, chi come l’eccellentissimo signor prefetto è di emulo del famoso Marchese del Grillo”.

“Dunque – conclude il Responsabile del movimento presieduto Antonello de Pierro-, nonostante quello che dice la Lega, qualcosa in questo caso accomuna i cittadini romani e milanesi: mentre l’eccellentissimo prefetto va a spasso con l’auto blu incurante dei divieti, loro si possono attaccare al tram, che esiste in entrambe le capitali d’Italia quella apolitica e quella amorale, del quale il prefetto è degno rappresentante”.

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di Redazione
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