Cronaca / Droga

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L'uomo sorpreso a cedere 10 grammi di 'neve'

Preso a spacciare Pino Pelosi, la ‘Rana’ che uccise Pasolini


Preso a spacciare Pino Pelosi, la ‘Rana’ che uccise Pasolini
13/03/2009, 23:03

Pino Pelosi, 51 anni, l’uomo condannato per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini nel 1975, è stato fermato dai carabinieri nel quartiere Tiburtino, alla periferia nord-est di Roma. Era in via dei Monti Tiburtini, i militari lo hanno bloccato mentre cedeva dieci grammi di cocaina. Nelle sue tasche gli hanno trovato altri 25 grammi di sostanze stupefacenti e 700 euro in contanti, sequestrati in quanto ritenuti provento dello spaccio.

Sorvegliato speciale per vari precedenti penali, Pelosi, detto ‘la Rana’, non ha opposto resistenza. Condannato in terzo grado per l’omicidio di Pasolini, nel 2005 Pelosi affermò di essere innocente e di avere sopportato il carcere a causa di pesanti minacce rivolte a lui e alla sua famiglia; ad uccidere Pasolini erano state, secondo le sue dichiarazioni, tre persone con accento del Sud.

Aveva 17 anni quando fu fermato a bordo di un’Alfa 2000 Gt rubata, di proprietà di Pasolini. Era la stessa automobile con la quale il regista friulano era stato ucciso. Durante l’interrogatorio, Giuseppe Pelosi ammette il furto ed accenna ad un anello di sua proprietà, trovato dagli inquirenti accanto al cadavere dello scrittore. Il ragazzo, dopo il ritrovamento del corpo, dichiarò di aver incontrato Pasolini la notte del 1 novembre presso la stazione Termini e di essere andato insieme a lui, con l’automobile del regista, a cenare in una trattoria vicino alla Basilica di San Paolo. Dopo la mezzanotte i due si sarebbero spostati nel luogo dove poi è stato trovato il cadavere di Pasolini, l'Idroscalo di Ostia. A portare all’omicidio, a detta di Pelosi, il rifiuto per un rapporto sessuale: il giovane avrebbe dapprima accettato e poi si sarebbe tirato indietro, provocando le ire di Pasolini, che lo avrebbe inseguito e colpito con un bastone. A questo punto, la reazione violenta del ragazzo.

Pino ‘la rana’ fu condannato in primo grado il 26 aprile 1976, dalla Corte d’Appello nel 4 dicembre 1976. Tre anni dopo, la Corte di Cassazione ha emesso la sentenza definitiva: nove anni, dei quali solo sette scontati, uscendo in semilibertà.

Trent’anni dopo, Pelosi ha cambiato versione dichiarato di non essere stato lui ad uccidere Pasolini, ed affermando che forse il regista era stato “massacrato da un gruppo di picchiatori, che volevano dargli una lezione”. Già all’epoca dell’omicidio, infatti, si ipotizzava che il delitto fossero motivi politici o che comunque la storia del rapporto sessuale negato nascondesse altro.

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di Nico Falco
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