Cronaca / Sesso

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E' un contabile 33enne: forse colpevole di altri 15 stupri

Preso il ‘mostro di Roma’: incastrato dal Dna


Preso il ‘mostro di Roma’: incastrato dal Dna
10/07/2009, 18:07

C’è un fermo per le violenze sessuali avvenute nei giorni scorsi a Roma. L’uomo, identificato come Luca Bianchini, romano, un impiegato 33enne con almeno un precedente per stupro, è attualmente in Questura per l’interrogatorio. A quanto si apprende, avrebbe negato qualsiasi coinvolgimento. E' stato fermato a Cinecittà, dove lavora come contabile, ed è laurendo in legge. Nella sua abitazione, durante la perquisizione, gli agenti avrebbero trovato anche il coltello utilizzato per minacciare le vittime durante le violenze. Contro il fermato ci sarebbe poi l’esame del Dna: sarebbero sue le tracce rilevate dagli inquirenti in tutti e tre i casi. La polizia sarebbe arrivata all’uomo sulla base delle dichiarazioni di alcune donne aggredite molto tempo fa, ma con un modus operandi identico a quello utilizzato per gli ultimi tre stupri: gli inquirenti stanno riesaminando i fascicoli relativi ad altri 15 episodi di aggressione sessuale o tentato stupro. In sostanza, gli agenti hanno cercato la ‘firma’ dello stupratore seriale, scavando nel passato per ottenere un nome. Decivo anche il ricordo di una delle vittime, aggredita tempo fa, che ha descritto l'automobile del colpevole: corrisponde ad una vettura che in passato apparteneva al 33enne fermato.


L’uomo fermato è “fortemente sospettato” di essere l’autore dei tre stupri ai danni di altrettante donne: una a Tor Carbone (quartiere Ardeatino) il 5 aprile, una giornalista alla Bufalotta tra il 3 e il 4 giugno scorsi, ed una studentessa ventenne, di nuovo a Tor Carbone, nella notte tra il 2 e 3 luglio. La dinamica delle violenze, raccontata dalle vittime, aveva subito portato a credere che dietro gli episodi ci fosse un solo uomo; sospetto confermato quando sono state analizzate le tracce di Dna relative ai tre casi ed è stato scoperto che portavano alla stessa persona. Il modus operandi era sempre lo stesso. Lo stupratore, dopo aver preso di mira una donna, probabilmente la seguiva per ‘studiare’ il territorio. Si preparava una via di fuga e faceva in modo di agire indisturbato (nel primo caso un cancello era rotto, nell’ultimo era stata sabotata una telecamera di sicurezza), poi aspettava la vittima e passava all’azione. Tutte e tre le vittime sono state sorprese sotto casa, subito dopo aver parcheggiato l’automobile nel garage condominiale. L’uomo, secondo le descrizioni alto circa 1.75, dall’accento romano, col volto coperto da un passamontagna nero ed armato di taglierino, tappava loro la bocca con del nastro isolante nero e poi ne abusava. Niente percosse, soltanto la violenza sessuale, prima di darsi alla fuga.
Piena soddisfazione del sindaco di Roma, che si è complimentato con la polizia per il fermo. “L’arresto dello stupratore seriale è un eccezionale risultato della Questura di Roma, - ha detto Gianni Alemanno, - dobbiamo essere veramente grati al questore Caruso e ai suoi uomini per avere risolto in tempi rapidi una inchiesta difficile che getta una luce nuova su tanti episodi di violenza sessuale nella nostra città”. L’uomo fermato, infatti, potrebbe essersi reso responsabile non solo degli ultimi tre casi, ma anche di altri episodi meno recenti. “Non abbasseremo certo la guardia rispetto ai rischi di violenza sessuale e a tutti i pericoli che possono colpire le donne, - ha continuato Alemanno, - ma da oggi Roma ha fatto un passo avanti importantissimo per la sua sicurezza e per la sua vivibilità. Ringrazio il ministro Maroni che, quando l’estate scorsa doveva designare il Questore di Roma, ha fatto ricadere la scelta su uno dei migliori dirigenti a disposizione del ministero dell’Interno”.

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di Nico Falco
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