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"In soli cinque minuti Usa e Cina hanno affossato il summit"

Prestigiacomo:"Il vertice sul Clima è stato un fallimento"


Prestigiacomo:'Il vertice sul Clima è stato un fallimento'
20/12/2009, 11:12

ROMA - Intervistata dal quotidiano "La Stampa", il ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo pare non aver dubbi: L'incontro di Copenaghen "E’ stato un fallimento, una esperienza fortemente deludente. Il mondo si attendeva una ricetta per affrontare l’emergenza climatica e si ritrova sostanzialmente niente". Il Motivo? Per la Prestigiacomo non v'è molto di cui discutere: la colpa più grande è infatti dei leader di Cina e Usa i quali "si sono visti cinque minuti in albergo e hanno mandato a monte tutto. Hanno fatto saltare il banco".
Mesi e mesi di trattative intense e difficili tra numerose nazioni ed associazioni mandati a monte da due soli paesi, i G2 contro i quali "a Città del Messico servirà un fronte granitico".
La più grande potenza comunista del mondo, dunque, strizza l'occhio alla più grande potenza capitalista e, con essa, "affossa l'incontro sul clima"; palesando inesorabilmente che "questi due paesi, per ragioni diverse, non accettano impegni vincolanti e verificabili. Non vogliono, insomma, che ci siano accordi internazionali che impongano loro alcunché e non vogliono, soprattutto, che ci possano essere dei controlli su quello che stanno facendo in materia di riduzione effettiva delle emissioni inquinanti".
Tra l'altro, come fa notare il Ministro, queste due nazioni, messe insieme, "sono responsabili del 50% delle emissioni di CO2, si capisce bene che un loro chiamarsi fuori dalla partita equivale ad affossare la conferenza sul clima. Ed è proprio ciò che hanno fatto". Dopo le critiche al G2 che "ha sicuramente una grossa responsabilità" si chiede alla Prestigiacomo un opinione sul lavoro effettuato dall'Europa.
Lavoro che, come fa notare il giornalista durante l'intervista, è stato reputato poco utile da molti. La parlamentare siciliana però non ci sta e precisa che, il vecchio continente, ha avuto il merito di presentare un unico dossier e di mettere a disposizione ben 10 miliardi di dollari (contro i 3,5 degli States) per migliorare la situazione dell'inquinamento globale. E' mancato un vero leader all'interno del paese ospitante; dimostratosi effettivamente abbastanza fiacco nella gestione del summit e
si è sentita in maniera non meno marcata l'evanescenza dell'Onu.

SBLOCCARE L'IMPASSE
Come fare, quindi, a sbloccare la situazione? Per il ministro dell'Ambiente occorre prestare molta attenzione alla  "formula legale con cui verrà presentato l’accordo finale" dato che quest'ultima "sembra una questione di lana caprina e invece è sostanziale perché permette di capire con quali strumenti si potrà agire per sbloccare l’impasse".
Dopo di che "l’anno prossimo ci sarà una conferenza sul clima a Città del Messico e quello sarà il momento giusto per riprendere le fila del discorso. Ma prima di quella scadenza è previsto che l’Europa faccia di nuovo il punto e si dia una linea. La cancelliera Merkel ha già fissato un incontro a Bonn per la primavera prossima e lì, come Unione europea, vedremo come attrezzarci".
Dopo il fallimento del vertice Fao e di Copenaghen, però, gli scettici aumentano a dismisura e c'è più di qualcuno che teme una condanna tramite morte lenta per tutto il pianeta, tenuto in ostaggio da Cina e America del Nord. Per la Prestigiacomo, però "una soluzione la troveremo. Perché c’è l’Europa, ma ci sono anche i paesi emergenti che hanno interesse a trovare una soluzione e anche ad accedere al fondo di 100 miliardi di dollari stanziato per agevolare uno sviluppo sostenibile. E poi ci sono i paesi che rischiano di più da un eventuale cataclisma climatico e che fanno pressione. Una soluzione viene richiesta - infine - dall’opinione pubblica, allarmata sulla deriva che il pianeta sta imboccando". Per il prossimo vertice previsto a Citta del Messico, dunque, occorrerà che tutti i paesi del mondo riescano a costruire quel "fronte granitico" mancato nella capitale danese e fondamentale per le prossime trattative sulla salute del pianeta terra e, quindi, di tutti noi.

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di Germano Milite
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