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L'assessore Riccio: entro luglio due milioni di euro

Prete di Scampia, senza fondi dal Comune si chiude


Prete di Scampia, senza fondi dal Comune si chiude
24/06/2009, 18:06

Padre Aniello Manganiello tira le somme: o arrivano dei fondi dal comune, o è costretto a chiudere tutto. Il sacerdote dirige l’Opera Don Guanella di Scampia, che ospita 280 ragazzi a rischio. Quasi trecento giovani e giovanissimi sottratti alla strada, alla micro delinquenza, al pericolo, tangibile in quelle terre, di finire arruolati nelle fila di qualche clan della camorra. Quasi trecento giovani che, chiusa l’Opera, ritornerebbero in strada ad affrontare un destino incerto. Bambini, educatori, preti di 60 case famiglia e semiconvitti dell’Uneba (Unione nazionale istituti e iniziative di assistenza sociale) si ritroveranno venerdì mattina davanti a Palazzo San Giacomo per chiedere al Comune di Napoli i fondi promessi sin dal settembre 2007. “Il Comune ha nei confronti dei nostri centri un’esposizione di oltre 20 milioni di euro, - spiega padre Manganiello, - nel settembre 2007 si è impegnato ad assistere 3mila ragazzi, ma la copertura finanziaria non c’è mai stata. Sarebbe stato più onesto dire non ci sono i soldi”. C’era stato un incontro tra l’assessore alle politiche sociali del comune, Giulio Riccio, ed i rappresentanti dell’Uneba, durante il quale era stato promesso il pagamento di un milione di euro entro il 15 giugno e di un altro milione entro il 15 luglio. La scadenza della seconda ‘rata’ non è ancora giunta ma i soldi della prima, inutile dirlo, non sono mai arrivati. “Finora siamo andati avanti con i prestiti delle banche, - continua don Manganiello, - ma se venerdì gli assegni non saranno firmati, saremo costretti a chiudere”. 
L’assessore Riccio, in replica, ha risposto che la questione dei fondi ai convitti ed ai semiconvitti che accolgono minori a rischio non è un problema di stanziamento ma di tempi del pagamento. Le amministrazioni comunali, spiega Riccio, sono strette nella morsa di un decreto ministeriale dell’83. “In base a quel provvedimento, - ha spiegato Riccio all’ANSA, - le spese sociali non sono considerate indispensabili e quindi i pagamenti dei fondi stanziati hanno tempi lunghissimi”. Il problema principale, quindi, diventa proprio quel decreto e bisogna trovare il sistema per modificarlo. “E’ una battaglia, - ha detto l’assessore, - che noi abbiamo portato avanti sia con il governo di centrosinistra che con quello di centrodestra. L’infanzia e il sociale sono da sempre le priorità di quest’amministrazione comunale”.
Riguardo alla manifestazione prevista per venerdì, Riccio ha detto che trova inutile “protestare con il comune senza chiamare in causa chi veramente può risolvere il problema, cioè il governo. Soprattutto ritengo scandaloso il fatto che nessuna voce si sia alzata contro il taglio del 10% delle risorse per l’infanzia annunciato ieri”. L’impegno assunto, però, non viene cancellato: “entro luglio, - ha concluso Riccio, - pagheremo due milioni di euro”.

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di Nico Falco
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