CRONACA - Cronaca
Preti pedofili: il Vaticano svolta e, per i casi certi, dice si alla giustizia ordinaria
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13/01/2010, ore 18:04 -
Il prelato pedofilo, dunque, perderà ogni genere di privilegio e protezione e verrà considerato a tutti gli effetti un criminale comune; giudicabile non più solo dalla giustizia ecclesiastica ma anche da quella ordinaria.
Il rivoluzionario annuncio è stato rilasciato ieri dal dal cardinale prefetto della Congregazione per il clero Claudio Hummes; incaricato da Benedetto XVI in persona di agire "con la massima severità" nei confronti degli appartenenti alla curia di qualunque grado e nazionalità che abbiano operato od operino abusi sui minori. Dunque niente più trasferimenti da un Chiesa all'altra avvenuti sotto una vergognosa omertà ed una spaventosa e spregevole complicità tra "uomini di chiesa". Contro la pedofilia il Papa esige tolleranza zero. Del resto, il porporato, in un'intervista rilasciata all'Osservatorio Romano, aveva addirittura confessato che "La dolorosa vicenda irlandese - per la quale tra l'altro alcuni vescovi si sono assunti le loro responsabilità e si sono fatti da parte - non può essere riferita a tutto il ministero episcopale".
Evidentemente, i retroscena emersi, sono stati così agghiaccianti ed abominevoli da scuotere (finalmente) la coscienza del Pontefice al fine di impedire che, in futuro, altre giovani vite potessero essere rovinate. Nonostante si tenti di sminuire il fenomeno dell'abusi sui bimbi parlando di "casi sporadici dovuti anche alla natura umana", la linea seguita dalla Chiesa appare in questo caso priva di ambiguità e scappatoie. Anche in Iranda, ovviamente, il Santo Padre ha voluto affidare l'ingrato compito di "pulizia" a due alti e fidati funzionari come il cardinale Sean Brady, presidente della Conferenza episcopale irlandese, e l'arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin.
Dal Vaticano, in ultimo, annunciano l'imminente invio di una lettera firmata dallo stesso Ratzinger per chiarire in forma scritta tutte le nuove ed imprescrittibili regole d'azione da osservare con i componenti della curia di cui si sia accertata la corruzione. Qualche dubbio sulle modalità d'indagine sicuramente resta ma, per ora, resta il fatto documentato che, per i prelati irlandesi coinvolti nell'inchiesta Murphy, la Chiesa ha previsto la strada della giustizia ordinaria.
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