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Preti Pedofili: l'associazione Meter dalla parte del Papa


Preti Pedofili: l'associazione Meter dalla parte del Papa
20/03/2010, 14:03

“La lettera sulla pedofilia che il Papa ha scritto ai fedeli irlandesi? È molto chiaro da che parte stiano Benedetto XVI e la Chiesa: quella delle vittime. E noi siamo con lui”. È questa la prima reazione a caldo di don Fortunato Di Noto, il sacerdote fondatore dell'Associazione Meter (www.associazionemeter.org) davanti alle dure parole che la lettera di Joseph Ratzinger ai fedeli irlandesi rivolge al tema dell'abuso pedofilo da parte dei sacerdoti. “Il Papa è stato chiaro, nessuno ha scuse di sorta: chi fa queste cose non deve sottrarsi davanti alla giustizia di Dio e quella dei tribunali. Questo Papa da sempre attento a questa piaga conferma un impegno coraggioso e Meter è con lui”.



In proposito, il sacerdote sottolinea: “Santità, noi non ci tireremo mai indietro. Non faremo mai qualcosa che possa essere di inciampo per i piccoli e i deboli. Ci impegneremo con forze contro qualsiasi forma di abuso come lei ci indica con le sue parole”. E ricorda: “Naturalmente noi operiamo non solo nella Chiesa, ma anche nella società. E perché sia chiaro, Meter e il nostro impegno hanno portato a denunciare circa 200.000 siti in 20 anni”. Non mancano poi 2.268 contatti telefonici al numero verde nazionale solo nel 2009 (800 45 5270).



Non finisce qui: dal 2003 al 2009 Meter ha denunciato 51.290 indirizzi e accompagnato 824 casi di abuso attraverso il supporto psicologico dei propri volontari. Si è costituita parte civile nei processi e svolge costantemente monitoraggio della Rete.



Don Di Noto ricorda: “Siamo presenti in Italia con i nostri sportelli nelle parrocchie e tanti Vescovi (che ringrazio) e la comunità civile e istituzionale ci sono vicini e amici. Celebriamo ogni anno la Giornata Nazionale per i Bambini Vittime della Violenza, dell'indifferenza e dello sfruttamento in tutte le parrocchie italiane e negli ambiti della società civile dal 25 aprile alla prima domenica di maggio. Siamo una pastorale di frontiera e vorremmo essere sempre più sostenuti dalle preghiere e l'impegno di tanti amici. Ma non ci basta: noi continueremo a urlare da quest'angolo del Sud Italia, una realtà pioniera oggi conosciuta e apprezzata in tutto il mondo”, conclude.

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di Redazione
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