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L'ex ufficiale delle SS gode da un anno di alcuni benefici

Priebke esce per 'indispensabili esigenze di vita'


Priebke esce per 'indispensabili esigenze di vita'
04/10/2010, 20:10

Erich Priebke, ex ufficiale delle SS, condannato all'ergastolo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine e in stato di detenzione domiciliare nella casa romana del suo avvocato, è destinatario di alcuni benefici che gli consentono di uscire "per indispensabili esigenze di vita".
Il suo legale, Paolo Giachini, dichiara: "Ciò avviene da circa un anno, ma la notizia è rimasta finora riservata. La persona che si interessa di Priebke, facendogli la spesa e provvedendo ad altre incombenze, da tempo non può più farlo per motivi di salute e dunque abbiamo chiesto al Tribunale militare di sorveglianza semplicemente di applicare quanto prevede la legge. Si tratta, in particolare, dell'art. 284 del codice di procedura penale in base al quale se la persona agli arresti domiciliari 'non puo' altrimenti provvedere alle sue indispensabili esigenzé può essere autorizzata ad assentarsi nel corso della giornata dal luogo di arresto, che è casa mia, per il tempo necessario a provvedere a queste esigenze. La nostra istanza è stata accolta e così Priebke, da circa un anno, può godere di alcune ore di permesso alla settimana".
L'ex criminale di guerra nazista durante i suoi permessi si reca, infatti, a detta del suo avvocato, al supermercato, in farmacia e in chiesa.
"Il problema - aggiunge Giachini - è che la polizia non vuole lasciarlo mai solo. Intendiamoci: sappiamo che questo è dovuto anche alla necessità di tutelare la sua incolumità, per quanto nelle sue uscite Priebke non sia mai stato oggetto di offese o, peggio, azioni violente. La gente lo riconosce, ma probabilmente nessuno ha voglia di prendersela con un vecchio di quasi cento anni. Eppure, non è libero, se vuole, di andare a pregare in chiesa da solo. Dove c'é lui c'é sempre la polizia".
Intanto si preannuncia già una nuova ondata di proteste per la notizia della concessione dei benefici al suo assistito, come avvenuto quando Priebke ottenne il permesso di lavoro esterno. "Eppure - spiega - è una decisione presa da un tribunale a tutela di diritti inviolabili. Ci sono criminali che hanno commesso delitti efferati e che vengono messi fuori dopo uno o due anni e nessuno dice niente, ma se a Priebke viene concesso il permesso di andare a comprare due arance scoppia lo scandalo. Ricordo che Priebke avrebbe diritto alla semilibertà, avendo superato i 20 anni di detenzione: nessuno ha formulato nei suoi confronti un giudizio di pericolosità sociale, non può reiterare il reato, la sua condotta è stata irreprensibile. Prossimamente presenteremo l'istanza".

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di Tiziana Casciaro
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