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Primo Maggio napoletano da dimenticare


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Primo Maggio napoletano da dimenticare
02/05/2013, 13:09

NAPOLI - Un Primo Maggio da dimenticare per i disoccupati napoletani per i quali il lavoro è solo una chimera lontana. La Città della Scienza, simbolo di una Napoli che dovrebbe rinascere dalle ceneri come la mitologica Fenice, è stato teatro di scontri e di risse. Infuria la polemica e si accendono gli animi tra esponenti dei centri sociali, sindacati confederati, Cgil Cisl Uil, e militanti di Cobas. Momenti di panico e di terrore, a nulla sono serviti gli interventi di mediazione dei rappresentanti dei sindacati, tra cui il segretario della Uil Campania, Anna Rea che ha tentato di arginare la situazione con i manifestanti, invitandoli a lasciare l'area del concerto, affinché poi prendessero la parola. Ma tre esponenti in rappresentanza dell'Iribus, della Fiat di Pomigliano e gli attivisti che chiedevano la bonifica di Bagnoli, non hanno accettato armistizio. Gli animi tesi, oggetti lanciati, agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti e contusi, hanno provocato la sospensione forzata. In una Napoli piegata dalla disoccupazione, dalla crisi, dal disagio sociale, non c’è nulla da festeggiare. Non ci sono “vincitori né vinti” soltanto una città afflitta dall’indifferenza politica che vuole mantenere a tutti costi, davanti agli occhi del Paese e del mondo, una facciata di perbenismo,di benessere economico e sociale. Solo una sconfitta e una rassegnazione di fronte al silenzio delle istituzioni locali che fanno orecchie da mercante.

 

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di Rosa Alvino
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