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In piazza ci sono anche Cgil, Cisl e Uil

Primo Maggio, parte il corteo a Rosarno


Primo Maggio, parte il corteo a Rosarno
01/05/2010, 10:05

ROSARNO - Città simbolicamente scelta e partenza da un luogo altrettanto simbolico: dall'ex Rognetta, la fabbrica dove vennero raccolti gli immigrati dopo la rivolta di Rosarno, è partito infatti il corteo organizzato da Cgil, Cisl e Uil per la giornata dedicata ai lavoratori. Dalla fabbrica si arriverà fino a piazza Giuseppe Valarioti; dove dal palco interverranno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Come viene riferito dall'Ansa, quella organizzata dai tre sindacati nazionali, non è però soltanto una manifestazione ma appare una vera e propria festa; con i trampolieri dell'associazione "i Giganti" a sfilare tra i politici e i rappresentanti dei vari movimenti ed una banda che suona fin da inizio corteo le canzoni della tradizione popolare della cittadina calabrese. Gli abitanti salutano dai balconi i manifestanti e, almeno per qualche ora, razzismo e sfruttamento paiono incredibilmente lontani; persi tra i numerosi e prorompenti momenti di folklore.
Bonanni approfitta della ghiotta occasione per esternare qualche tipica affermazione che possa mettere in buona luce se stesso il proprio sindacato e dichiara:"Se dovessimo dividerci dai tanti amici immigrati, l'Italia si fermerebbe". E poi ancora:"L'Italia è più forte se riesce a far vivere l'integrazione come fatto positivo: una energia importante per uscire dalla crisi". In ultimo, il segretario nazionale della Cisl, non si è lasciato scappare un particolare ringraziamento alle forze dell'ordine "per aver assicurato alla giustizia alcuni mercanti di braccia: un forte esempio che chi trasgredisce la legge deve essere punito. Attraverso la solidarietà e la legalità, il lavoro per tutti non potrà che prosperare". In ultimo la proposta, apparentemente bella quanto vecchia, tristemente demagogica e mai realizzata, di concedere un bonus alle imprese per le assunzioni di giovani, donne e ultracinquantenni (con la categoria "giovani" opportunamente lasciata molto vaga e quella "intermedia" non meritevole di tutela). E così, tra retorica buonista ed ipocrisie dell'ultimo quarto d'ora, non perde occasione per dire la sua nemmeno il leader Cgil Guglielmo Epifani
. Come ogni anno da circa 30 anni si richiede così al governo un "piano straordinario per il lavoro" e poi ci si lascia tentare dall'osservazione per nulla banale che "Rosarno è una, ma in Italia ci sono tante Rosarno, non solo nel Mezzogiorno ma anche al nord".  
L'ennesima manifestazione pensata dai sindacati appositamente per strumentalizzare lo solite categorie di "giovani ed immigrati" (se poi si è giovani ed immigrati, magari donne, è ancora meglio) che purtroppo si risolverà in un nulla di fatto. Un domanda che però nessun cronista ha fatto è: dov'erano Cgil, Cisl e Uil quando gli extracomunitari di Rosarno venivano sfruttati e malmenati? Dove sono i sindacati quando i lavoratori hanno bisogno di sostegno e tutela? Quando ai megafoni nelle piazze e alle parole pateticamente demagogiche dei vari "santoni-sindacalisti" saranno sostituite azioni concrete? Solo allora, probabilmente, i lavoratori avranno qualcosa da festeggiare e non dovranno accontentarsi di un giorno l'anno durante il quale, tra chiacchiere e dichiarazioni d'intenti, si perde ancora una volta il contatto con la sempre più drammatica realtà.

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di Germano Milite
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