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Si corre tra vialetti sterrati, insidiosi e privi di divieti

Problemi di sicurezza e incolumità nel Bosco di Capodimonte

Controlli per la sicurezza: ma a chi compete la manutenzione

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Problemi di sicurezza e incolumità nel Bosco di Capodimonte
26/08/2011, 16:08

NAPOLI – E’ assurdo perdere la vita semplicemente facendo una corsetta attraverso i sentieri del Bosco di Capodimonte,come accaduto ad Antonio il 20enne Napoletano, che ignaro del pericolo pensava di percorrere un viottolo in tutta sicurezza. Appunto forse pensava che quel’ anfratto fosse sicuro e non nascondesse inside, invece è stato proprio il contrario; siamo ritornati sul luogo della tragedia, che stavolta alla nostra vista si è presentato transennato e praticamente interdetto alle persone. Ma da un giro effettuato nei paraggi ci siamo resi conto che punti come quello dove Antonio ha perso la vita ce ne sono altri e privi di accorgimenti atti alla sicurezza dei visitatori. Difatti non si può segnalare un pericolo solo e semplicemente con un micro cartello posto oltretutto a 5 metri da terra, impossibile da vedere a patto che si corresse passeggiasse con la testa per aria. Sempre durante il nostro giro abbiamo scorto anche agenti della Polizia a Cavallo intenta nel pattugliamento dei viali e il controllo dei frequentatori; ma purtroppo questo non basta, molte aree del popolare parco Borbonico necessitano di una manutenzione consistente e soprattutto continua, perché dietro un semplice cespuglio incolto o siepe non curata si potrebbe nascondere un’ insidia. Inoltre bisognerebbe che viali del sottobosco fossero addirittura chiusi al pubblico da muretti di sicurezza, come è avvenuto per la conosciutissima e peritosissima “grotta di Mariacristina” alto luogo protagonista di infausti eventi. Anche in questo caso la messa in scurezza avvenne dopo ma come spesso accade non si è poi provveduto ad un monitoraggio costante, e cosa più importante non si è apportata una costante manutenzione nel tempo, tant’ è che attualmente risulta essere in condizioni peggiori di prima e ancor più pericolosa, dato che meta dei tanti che cercano intimità ignari di pericoli. Non bisogna attendere che le tragedie annunciate si portino a compimento per poi metterci la solita pezza, chi ha la responsabilità del “Reale Bosco di Capodimonte” è ora che si adoperi affinché notizie come quella del giovane Antonio non vengano date mai più. Chiaramente si aspettano i risultati autoptici sul corpo del 20enne per accertare le cause reali del decesso, dato che si inizia a ipotizzare anche un aggressione finita in tragedia, nonostante il fatto che a tenere banco per adesso è quello del incidente avvenuto in un area priva di protezioni.

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di Antonio Sarracino
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