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Invocati dal pm 350 anni di carcere per i 19 imputati

Processo al clan Gionta, oggi la sentenza


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Processo al clan Gionta, oggi la sentenza
17/12/2009, 10:12

TORRE ANNUNZIATA  - Arriverà con molta probabilità, nel tardo pomeriggio di oggi, la sentenza a carico del clan Gionta di Torre Annunziata.
Per la prima volta, a finire alla sbarra, la seconda generazione del clan oplontino, quella cioè nata nel 2005,  quando il controllo dell’organizzazione criminale, passò nelle mani di Pasquale Gionta che ereditò il comando da Valentino e Aldo Gionta, rispettivamente padre e fratello dell’attuale reggente del clan. Fu proprio allora che la faida di camorra tra i Gionta e il clan rivale dei Gallo-Cavaliere, che da sempre si contendono il controllo sul territorio di Torre Annunziata, subì, dopo un periodo di relativa calma, una brusca accelerazione determinando anche la ripresa di un violento scontro armato.
Nel 2007, l’avvio dell’inchiesta che ha poi condotto al processo che proprio in queste ore vive le sue fasi conclusive. I vertici della cosca del Quadrilatero delle Carceri rischiano la condanna per associazione a delinquere, traffico d’armi, estorsione e tentato omicidio. Questa mattina dopo la replica del sostituto procuratore della Dda, Pierpaolo Filippelli alle arringhe dei difensori dei 19 imputati, i giudici della prima sezione del Tribunale di Torre Annunziata, si sono ritirati in camera di consiglio.
La sentenza a carico di boss e gregari dei Gionta, sarà poi letta dal presidente Antonio Fiorentino.
Durante la requisitoria, sei ore di discussione nell’aula bunker del carcere di Poggioreale, il pm ha chiesto per i 19 imputati condanne durissime pari a tre secoli e mezzo di carcere. Chiesti 47 anni complessivi per Pasquale Gionta, accusato anche dell’omicidio di Tullio Calabrese; 18 anni per l’ex braccio destro di Gionta, Gennaro Longobardi per associazione a delinquere. Per lo stesso reato, chiesti dal pm 13 anni per Giovanni Impicca, Umberto Onda, Raffaele Della Grotta, Giuseppe Chierchia, Palmerino Gargiulo e Francesco Zavota; 9 anni per Francesco Amoroso, Aniello Guarino, Fabio Caccavale e 3 anni e 2 mesi per il pentito Carmine Martusciello. Per il tentato omicidio Calabrese, chiesti 21 anni anche per Alfonso Agnello e 28 per Carmine Savino e Giuseppe Coppola. 26 anni infine, la richiesta del pm per Liberato Guardo, Gioacchino Sperandeo e Alfonso Zafaro, accusati di aver chiesto il pizzo sulle luminarie della festa della Madonna della Neve e di associazione camorristica.
La lettura del verdetto è stata simbolicamente trasferita a Torre Annunziata:quella di oggi, infatti, è la prima sentenza per associazione camorristica dopo che l’inchiesta relativa al duplice omicidio De Angelis- Genovese ha già portato, nel gennaio del 2009 a 8 condanne all’ergastolo in primo grado. Condanne che, di fatto, hanno decapitato il clan di Torre Annunziata che per anni ha insanguinato la città oplontina.

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di Elisa Scarfogliero
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