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Contestati 24 episodi di concussione risalenti al 1991-93

Processo al padre di Noemi Letizia, tutti i reati prescritti


Processo al padre di Noemi Letizia, tutti i reati prescritti
08/07/2009, 22:07

Ventiquattro episodi di concussione contestati, ma tutti prescritti. Non si procederà nei confronti di Benedetto Letizia, detto Elio, il padre di Noemi, la diciottenne salita agli onori delle cronache per la sua amicizia col premier Silvio Berlusconi. Il gup di Napoli, Stefano Risolo, ha dichiarato tutti prescritti i reati contestati a Benedetto Letizia, relativi ad una serie di presunte tangenti risalenti al periodo che va dal 1991 al 1993, quando l’uomo lavorava all’assessorato all’annona del Comune di Napoli. Il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio, ma il gup non ha accolto la richiesta.
Tutti i reati contestati, secondo l’accusa, sarebbero stati commesso in concorso con Giovanni De Vecchi, che all’epoca era il direttore dell’ufficio Annona e che è stato già giudicato per tali episodi. La posizione di Letizia, all’epoca, fu stralciata per una nullità del decreto di citazione e gli atti furono restituiti al pm. La successiva richiesta di rinvio a giudizio, trasmessa all’ufficio gip, era invece rimasta “ferma” per diversi anni in cancelleria. La vicenda risale agli anni di ‘tangentopoli’ e le presunte tangenti, versate agli impiegati comunali da parte di imprenditori per ottenere licenze commerciali, fu il centro di una delle numerose inchieste avviate in quel periodo dal pool Mani Pulite di Napoli. La sentenza di prescrizione riguarda numerosi episodi di presunte tangenti: 35 milioni di lire per una licenza a una pizzeria di via Piave, che era stata chiusa perché priva di autorizzazioni amministrative; 4 milioni per l’approvazione di una domanda per una licenza commerciale; 30 milioni per la licenza ad un bar di via Riviera di Chiaia; 30 milioni per una licenza a un esercizio di via San Pasquale a Chiaia; 30 milioni per un bar di piazza Municipio e altri 30 per l’attività di vendita di cibi cotti; 15 milioni per un bar di via Carelli; 28 milioni per una pizzeria di via Alabardieri; 20 milioni per un bar di via Giordano Bruno; 20 milioni per l’elettroforno di piazza San Luigi a Posillipo; 15 milioni per un bar a Secondigliano; 25 milioni per un negozio di abbigliamento in via Fossa del Lupo; 28 milioni per un negozio di abbigliamento al corso Secondigliano; 20 milioni per la licenza di un venditore ambulante di alimenti; 25 milioni per un negozio di abbigliamento al corso Italia; 30 per un negozio di abbigliamento in via Cardinale Filomarino; 15 milioni per un Minimarket in via Camposanto; 17 per un negozio di generi alimentari in via delle Galassie; 30 milioni per un negozio di calzature al corso Secondigliano; 30 milioni per il locale ''Il Castello'' in via Manzoni; 30 milioni per una pizzeria al corso Secondigliano; 15 milioni per una licenza commerciale; 40 milioni per un locale pubblico in via Santa Teresa a Chiaia e 13 milioni per un chiosco al corso Umberto.
Il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio per gli episodi più recenti, sostenendo che lo sciopero degli avvocati aveva interrotto i termini per la prescrizione. Durante l’udienza, che si è svolta nell’ufficio del giudice e non in un’aula riservata alle udienze, il difensore di Letizia, l’avvocato Angelo Mastromatteo, ha osservato tra l’altro che il suo assistito non aveva possibilità di difendersi dalle accuse mosse da coimputati in un dibattimento al quale non aveva partecipato perché la sua posizione era stata stralciata. Il legale ha inoltre detto ai giornalisti che gli è stato possibile leggere gli atti del processo, che erano nell’ufficio del capo dell’ufficio gip e non in quello del giudice Risolo, soltanto in presenza di un carabiniere incaricato dai magistrati di “sorvegliare” il fascicolo.
Durante l’udienza preliminare di oggi l’avvocato Giuseppe Dardo, dell’avvocatura comunale, ha depositato un atto in cui si fa riferimento al “danno di immagine e per effetto della risonanza attribuita dagli organi di informazione locali e nazionali” relativamente alla costituzione di parte civile nei confronti di Benedetto Elio Letizia. L’istanza non avrà comunque seguito in questo processo, visto che i 24 capi di imputazione sono stati prescritti. L’avvocato Dardo ha sottolineato inoltre che la vicenda giudiziaria in cui è stato coinvolto Letizia determina una “ingiusta associazione tra l’istituzione comunale e fattispecie delittuose di particolare gravità”. Per quanto riguarda i danni patrimoniali, Dardo fa riferimento alle “vendite sottobanco di licenze annonarie con modalità concussorie”, riservandosi di quantificare il danno economico arrecato all’Ente.

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di Nico Falco
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