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Vertice a Palazzo Grazioli: si cerca intesa coi finiani

Processo breve, Famiglia Cristiana attacca: "Falsa priorità"


Processo breve, Famiglia Cristiana attacca: 'Falsa priorità'
31/08/2010, 18:08

ROMA - È l’ennesimo attacco a mezzo stampa nel giro di tre settimane. Probabilmente il più duro, dopo quelli sulla crisi morale che sta attraversando la classe politica e sulla decrescita economica e sociale del Paese. Pomo della discordia, ancora una volta, il ‘processo breve’, giudicato dal giornale della Cei una delle “false priorità ed emergenze” che il Governo Berlusconi sta affrontando. Reprimende che giungono dopo le due ore di discussione tra il ministro della Giustizia Angelino Alfano e l'onorevole Niccolò Ghedini, ai quali poi si è aggiunto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Si è parlato di come superare le perplessità dei finiani e ottenere l'approvazione definitiva della norma anche alla Camera, mentre intanto le critiche del settimanale cattolico iniziano a piovere nuovamente sull'Esecutivo.  “L'Italia è la cenerentola d'Europa per la famiglia” attacca Famiglia Cristiana nell'editoriale del numero in uscita domani. “Adesso che le elezioni anticipate appaiono scongiurate - si legge nell'articolo -, il Governo s'appresta a portare in Parlamento un'agenda di cinque punti su cui chiedere la fiducia. Il piatto forte, naturalmente, è la giustizia. O meglio, il ‘processo breve’ che, per renderlo meno indigesto all'opinione pubblica, si chiamerà ‘processo in tempi ragionevoli’. E che avrà una corsia preferenziale, grazie a risorse e investimenti straordinari. Da reperire, a ogni costo, sia pure in tempi di ristrettezze”. A settembre - prosegue Famiglia Cristiana - “con la ripresa scolastica, le famiglie avranno altre priorità: lavoro e lotta alla povertà, innanzitutto. Le fabbriche riaprono i cancelli, ma circa cinquecentomila posti sono a rischio”. Secondo il diffuso settimanale cattolico, che cita anche i recenti dati del ministero dell'Economia, “l'Italia è la cenerentola d'Europa, fanalino di coda nel sostegno alle famiglie”. “Per i politici - scrive - il benessere della famiglia non è bene prioritario, ma merce di scambio, in una logica mercantile che mira a interessi di parte e non al bene comune”. Intanto, “nel welfare familiare ci superano Paesi come Cipro, Estonia e Slovenia. Peggio di noi fanno solo Malta e Polonia”.

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di Davide Gambardella
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