Cronaca / Giudiziaria

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Risentita la telefonata del "Torni a bordo, cazzo"

Processo Concordia: sentito il comandante Gregorio De Falco


Processo Concordia: sentito il comandante Gregorio De Falco
09/12/2013, 17:07

GROSSETO - Continua a Grosseto il processo contro Francesco Schettino per lo schianto della Costa Concordia sugli scogli che circondano l'Isola del Giglio.
Oggi è stato snetito innanzitutto l'ammiragio Ilarione Dell'Anna, che all'epoca era a capo della Direzione marittima di Livorno. Ma la testimonianza clou della giornata era quella del Comandante della Capitaneria di Porto di Livorno, Gregorio De Falco. Durante la sua testimonianza, è stata ripercorsa la sequenza delle comunicazioni avvenute tra la Concordia e la Capitaneria di Porto. In particolare, De Falco ha ricordato che dopo oltre un'ora dallo schianto, la Costa Concordia parlava ancora di un black out a bordo, mentre alla Capitaneria di Porto arrivavano le segnalazioni che ai passeggeri erano stati fatti indossare i giubbotti di salvataggio. Solo a quel punto, dietro ripetute insistenze, Schettino riferì che c'era una falla a bordo, dando la possibilità di attivare navi ed elicotteri usati per salvare i passeggeri.
In particolare, sono state sentite le varie telefonate registrate all'epoca, compresa quella in cui un De Falco, con tono sempre più arrabbiato, ordina ad uno Schettino già in fuga su una scialuppa di salvataggio (mentre secondo la perizia a bordo della nave c'erano ancora 2-300 persone) di tornare a bordo per controllare la situazione e riferire dettagliatamente. E poichè Schettino nicchiava ed esitava, De Gregorio lo minaccia con un "Le faccio passare un guaio" seguito da un "Torni a bordo, cazzo"

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di Antonio Rispoli
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