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Processo Costa Concordia: in aula gli attimi dopo il disastro


Processo Costa Concordia: in aula gli attimi dopo il disastro
28/10/2013, 18:40

Diventa sempre più articolato il processo al comandante Francesco Schettino: questa mattina, in aula, a Grosseto, infatti, è andata in scena la ricostruzione degli attimi immediatamente successivi alla collisione tra la Costa Concordia e gli scogli dell'Isola del Giglio. Il pm ha fatto ascoltare l'audio del capitano che si dispera per quello che è accaduto, dicendo in napoletano: “Che aggio cumbinato” (“Che cosa ho combinato”). Successivamente, è stato il turno dell'interrogatorio di un ufficiale che la sera del 13 gennaio 2012 si trovava in plancia. Salvatore Ursino ha raccontato che Schettino ordinò di aumentare la velocità cinque minuti prima dell'impatto e ha confermato che il timoniere indonesiano sbagliò per due volte le manovre ordinategli dal comandante.

Ursino ha però anche, in un certo senso, confermato la versione di Schettino riguardo al suo presunto abbandono della nave. Il capitano ha infatti sempre sostenuto di essere scivolato su una lancia rimasta bloccata sul lato inclinato della nave da crociera e di aver tratto in salvo venti persone disincagliandola e facendole fare rotta sul porto. Il teste ha dato alcune indicazioni che sembrerebbero confermare questa tesi, anche se in un primo momento, nell'interrogatorio dei carabinieri, nei mesi scorsi, il giovane ufficiale aveva omesso questi particolari.

Le ultime domande al teste sono riferite ad alcune intercettazioni che furono effettuate nella caserma di Orbetello il giorno dopo il naufragio. “Dissi di Schettino 'se ne è andato, se ne è andato', ma non intendevo fisicamente dalla nave, mi riferivo al fatto che se ne era andato di testa, era giù di morale, dissi così perchè l'avevo visto molto scosso sugli scogli mentre la nave affondava”.

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di Redazione
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