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Il caso: i numeri di una "tragedia immane"

Processo Eternit: chiesti 20 anni per i due ex vertici


Processo Eternit: chiesti 20 anni per i due ex vertici
04/07/2011, 19:07

TORINO - Il pubblico ministero di Torino, Raffaele Guariniello, ha chiesto una condanna a 20 anni per Stephan Schmidheiny e il nobile belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne, i due dirigenti della multinazionale dell’amianto Eternit, nel corso del maxi-processo in corso a Torino. L’accusa è di disastro ambientale doloso e omissione volontaria di cautele nei luoghi di lavoro. “Chiedo vent’anni per questa immane e sconvolgente tragedia - ha detto Guariniello - Non avevo mai visto un dramma come questo, che ha colpito popolazioni di lavoratori e cittadini e che continua a seminare morti. E continuerà a seminarli chissà fino a quando”. Guariniello ha parlato di una tragedia orchestrata “sotto un’unica regia in Italia e in altri paesi del mondo, senza che mai nessun tribunale abbia chiamato a rispondere i responsabili per l’enorme danno cagionato”.
IL MAXIPROCESSO: TUTTI I NUMERI
Tremila vittime dell’amianto individuate dall’indagine della Procura di Torino, 51 udienze svolte fino ad oggi, 20 anni di carcere richiesti dal pm Raffaele Guariniello per i vertici dell’azienda Eternit, imputati di disastro doloso e omissione delle cautele anti-infortunistiche che hanno provocato la morte di migliaia di persone che sono venute a contatto col minerale lavorato. Sono i numeri del processo Eternit che si tiene a Torino e che oggi ha segnato un momento cruciale con il termine della requisitoria e le richieste di pena. Dopo 18 udienze preliminari, l’avvio del dibattimento è avvenuto il 10 dicembre del 2009, presieduto con dal giudice Giuseppe Casalbore.
Le vittime individuate dall’indagine della Procura di Torino sono state circa tremila tra lavoratori e cittadini deceduti o ammalati, che ne fanno il processo sull’amianto più grande d’Europa. Oltre il 70% delle vittime era abitante o lavoratore a Casale Monferrato, sede di uno degli stabilimenti della Eternit, oggetto di questo processo con quelli di Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Le patologie da amianto che hanno colpito e ancora stanno colpendo le ex lavoratrici e lavoratori e le popolazioni residenti attorno agli stabilimenti sono mesotelioma alla pleura (tumore maligno), carcinoma polmonare e asbestosi. I fatti contestati vanno dal 1952 al 2008. Le parti civili ammesse dal Tribunale sono oltre seimila, principalmente ammalati, parenti di vittime riuniti da tempo in associazione. Proprio i loro legali inizieranno a parlare a partire dalla prossima udienza del processo, in programma lunedì. Visto il grande numero di parti civili che interverranno al processo è stato previsto che ogni rappresentante possa intervenire per non più di un quarto d’ora. La sentenza è prevista in autunno.

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di Antonio Formisano
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