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Imputati Pasquale Gionta,7affiliati al clan e un carabiniere

Processo Gionta: ripartono le udienze ma con giudici diversi


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Processo Gionta: ripartono le udienze ma con giudici diversi
19/02/2010, 14:02

TORRE ANNUNZIATA – Riprenderanno ad inizio marzo, le udienze relative al processo Gionta, il procedimento relativo all’inchiesta “Alta Marea”, che coinvolge gli imputati che hanno chiesto di essere giudicati con rito ordinario. E si ritornerà in aula con una novità, il cambio dei giudici.
Sarà dunque un nuovo collegio a pronunciarsi sulle posizioni del boss Pasquale Gionta, del carabiniere Alfredo Carbutti e di altri sette presunti affiliati al clan oplontino.
Alla base della decisione, una questione di incompatibilità sollevata dallo stesso presidente della prima sezione, Antonio Fiorentino, che ieri mattina, nell’aula Siani del Palazzo di Giustizia di Torre Annunziata ha personalmente letto l’ordinanza, in apertura di quella che doveva essere la prima udienza del processo. Il giudice Fiorentino, aveva già giudicato gli imputati sulla base di alcune prove contenute negli stessi faldoni del procedimento in corso che nasce dal filone principale che, tra novembre 2008 e giugno 2009, ha portato in carcere oltre 100 persone, tra boss e gregari della cosca dei Valentini.
Nel giugno dello scorso anno, finì in manette anche Alfredo Carbutti, carabiniere in servizio presso la caserma di Torre Annunziata, accusato di aver favorito il reggente del clan, anticipandogli i blitz delle forze dell’ordine. Il militare fu incastrato da una serie di intercettazioni ambientali nel corso delle quali, lo stesso Pasquale Gionta, pur non facendo mai apertamente il nome del carabiniere, affermava di avere una fonte attendibile all’interno dell’Arma.
Intanto mentre si attende l’avvio ufficiale del processo con rito ordinario, quello con rito abbreviato, sta procedendo con la lunga requisitoria del sostituto procuratore della Dda, Pierpaolo Filippelli. Il pm dovrebbe concludere la sua discussione alla fine del mese di marzo per poi chiedere le condanne. Sono circa 110 le posizioni da esaminare per stabilire i legami con i vari esponenti della criminalità organizzata. La prossima udienza è fissata per la metà di marzo.

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di Elisa Scarfogliero
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