Cronaca / Giudiziaria

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Il Cavaliere: “Non tolgo il sostegno al governo”

Processo Mediaset, bocciato il ricorso


Processo Mediaset, bocciato il ricorso
19/06/2013, 20:40

AGGIORNAMENTO ORE 20:40 A CURA DI ERIKA NOSCHESE         

"Dalla discesa in campo ad oggi la mia preoccupazione preminente è sempre stata ed è il bene del mio Paese. Perciò anche l'odierna decisione della Consulta, che va contro il buon senso e tutta la precedente giurisprudenza della Corte stessa, non avrà alcuna influenza sul mio impegno personale, leale e convinto, a sostegno del governo nè su quello del Popolo della Libertà. E ciò nonostante continui un accanimento giudiziario nei miei confronti che non ha eguali nella storia di tutti i Paesi democratici. Questo tentativo di eliminarmi dalla vita politica che dura ormai da vent'anni, e che non è mai riuscito attraverso il sistema democratico perché sono sempre stato legittimato dal voto popolare non potrà in nessun modo indebolire o fiaccare il mio impegno politico per un'Italia più giusta e più libera". È quanto dichiarato – attraverso una nota – da Silvio Berlusconi commentando la decisione della Consulta di respingere il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sul mancato riconoscimento del legittimo impedimento di Silvio Berlusconi a comparire nell'udienza del processo Mediaset - del primo marzo 2010 - in quanto impegnato a presiedere un Consiglio dei ministri non programmato. Il processo Mediaset va quindi avanti, contro ogni previsione del Cavaliere.
In appello Berlusconi è stato condannato a quattro anni di reclusione e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici, per frode fiscale, sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv e cinematografici da parte di Mediaset. Il leader del Pdl facendo ricorso davanti alla Consulta intendeva chiedere l'annullamento dell'ordinanza con la quale il Tribunale di Milano aveva respinto la richiesta della difesa di Berlusconi di rinviare l'udienza del 1 marzo 2010 del processo per un asserito legittimo impedimento dell'allora premier, perché impegnato in una riunione del Consiglio dei ministri che era stata inserita in calendario in modo inconsueto di lunedì.
"La Corte costituzionale ha deciso che spettava all'autorità giudiziaria stabilire che non costituisce impedimento assoluto alla partecipazione all'udienza penale del 1° marzo 2010 l'impegno dell'imputato Presidente del Consiglio dei ministri di presiedere una riunione del Consiglio". È quanto si evince  da un comunicato della Consulta. 


ROMA - Come era prevedibile, i legali di Silvio Berlusconi hanno depositato in Corte di Cassazione il ricorso per il cosiddetto processo Mediaset, per cuil'ex premier è stato condannato in primo grado e in appello a 4 anni di reclusione e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Interessante il fatto che a depositare l'atto sono stati Nicolò Ghedini e Franco Coppi, che ha sostituito Piero Longo. Il cambio di avvocato era già stato annunciato da diverso tempo, ma questo è il primo atto ufficiale di Coppi per conto di Silvio Berlusconi.
Ora bisognerà attendere l'assegnazione, cioè quando il processo verrà discusso. Ma trattandosi di un processo prossimo alla prescrizione (gli ultimi reati si prescriveranno nel luglio 2014) la data dovrebbe essere fissata entro sei mesi o poco oltre. Per cui è lecito aspettarsi la sentenza definitiva tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014

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di Antonio Rispoli
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