Cronaca / Sangue

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DIchiarazioni spontanee degli imputati prima della sentenza

Processo Meredith, Amanda e Raffaele: "Siamo delle vittime"


Processo Meredith, Amanda e Raffaele: 'Siamo delle vittime'
03/10/2011, 11:10

PERUGIA - Ultimo atto del processo di appello contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito accusati dell'omicidio della studentessa inglese Meredith Kerchner.
Sono state ultimate le repliche delle arringhe difensive, che non si sono discostate dal copione previsto e prevedibile: ogni responsabilità è in capo a Rudu Guedè; i riscontri cientifici della Polizia si sono dimostrati sbagliati - come affermato dai periti - e quindi non hanno alcun valore di prova e i due imputati sono innocenti.
Poi ha chiesto Sollecito di poter rilasciare dichiarazioni spontanee (cioè dichiarazioni libere senza possibilità che vengano fatte domande). E ha detto che non è il signor nessuno che è stato dipinto dai giornali, che quella sera lui non era a casa di Meredith, ma a casa sua insieme ad Amanda a scambiarsi coccole ed effusioni. Ha protestato la propria innocenza, sottolineando che nonostante questo è in galera da "1400 giorni".
Dopo è toccato alla Knox, che si è rivolta alla Corte in italiano. Anche lei si è professata innocente, ha detto che era amica con Meredith e che ha sofferto molto per la sua morte. Ha anche confermato che quella sera era con Raffaele Sollecito e ha terminato chiedendo di essere rimessa in libertà.
Il Presidente della Corte d'Appello, prima di entrare in Camera di Consiglio per decidere sul processo, ha chiesto a tutti di evitare tifoserie da stadio e di rispettare la vittima e gli imputati.
La sentenza è attesa verso le 20, secondo le prime indiscrezioni.

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di Antonio Rispoli
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