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Intemperanze del difensore durante l'esame

Processo Mills: Berlusconi e Ghedini: "Processo politico"


Processo Mills: Berlusconi e Ghedini: 'Processo politico'
25/01/2012, 16:01

MILANO - Udienza tesa, quella di oggi svolta nell'ambito del processo che vede Silvio Berlusconi accusato di aver corrotto con 600 mila dollari l'avvocato inglese David Mills affinchè quest'ultimo testimoniasse il falso durante due processi del Cavaliere.
Ha iniziato l'avvocato Nicolò Ghedini, che ha cominciato a ripercorrere, domanda per domanda, gli interrogatori di Mills resi alla magistratura dal 1997 ad oggi. Un evidente espediente per allungare i tempi dell'esame di Mills, collegato in videoconferenza da Londra. Dopo un po' il Pm ha chiesto all'avvocato di sintetizzare, appellandosi al Codice Penale che impone di evitare le domande ultronee. Il Giudice ha appoggiato la richiesta e Ghedini ha sbottato: "Prendiamo atto che volete condannare Berlusconi. State facendo un processo anomalo, questa è una corsa contro il tempo perché il tribunale teme la prescrizione e un tribunale non dovrebbe temere la prescrizione, ricordo che ci avete tolto tutti i testi" (in realtà ne sino stati tolti una decina, tutti stranieri, tutti irreperibili e con la clausola che sarebbero stati ascoltati se l'avvocato li avesse portati in aula, ndr). Dopo di che ha minacciato di levarsi la toga e di abbandonare l'aula.
La seconda parte dello show contro i giudici l'ha offerta lo stesso Berlusconi, parlando con i giornalisti, quando ha detto: "Come si spiega la cancellazione di tutti i nostri testimoni e la fissazione di udienze in più rispetto a quelle previste a 72 ore dalla prescrizione, se non con una intenzione negativa? Non riesco a capire come possano scrivere una sentenza di condanna quando quello che ha dato i soldi ha detto di averli dati, chi li ha presi ha detto che li ha presi e poi c'è il tragitto dei soldi. Non riesco a capire come possano. Ma questo è lo stato veramente preoccupante della giustizia italiana. Qui è tutto paradossale. Comunque se mi vogliono interrogare io non ho nulla da nascondere".
Forse Berlusconi ha visto troppi film Usa, dove i colpevoli confessano appena c'è un indizio contro di loro. Nei Tribunali del mondo reale, non si è visto quasi mai un imputato che dica: "Sì,sono stato io". E visto che il reato è stato già riconosciuto a carico di Mills, e che è stato riconosciuto che a pagare è stato Berlusconi, non c'è nulla di paradossale.

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di Antonio Rispoli
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