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La Difesa chiedeva di ascoltare altri 60 testimoni

Processo Mills: chiusa l'istruttoria, inizia la requisitoria del Pm


Processo Mills: chiusa l'istruttoria, inizia la requisitoria del Pm
11/02/2012, 16:02

MILANO - Nuove richieste della difesa di Berlusconi, nel processo che lo vede imputato di aver pagato 600 mila dollari all'avvocato Mills affinchè quest'ultimo testimoniasse il falso in due processi che lo riguardavano.
La prima è stata quella di chiedere che il Tribunale, usando i poteri concessigli dall'articolo 507 del Codice Penale, ammettesse altri 60 testimoni. Richiesta a cui si è opposta l'accuisa, facendo notare innanzitutto che si trattava di quasi tutti testimoni che vivono all'estero e che sarebbe difficile far venire in Italia a testimoniare (peraltro quasi tutti erano testimoni già presentati in precedenza e che non erano stati ammessi proprio per questo); e poi che manca quei caratteri di indispensabilità che sono richiesti per l'utilizzo di questo articolo. Dopo una Camera di consiglio, il Tribunale ha respinto la richiesta.
Allora la difesa ha chiesto che il Tribunale elencasse uno per uno tutti gli atti utilizzabili per la discussione e di dare lettura degli atti che lo richiedono secondo il codice. Si tratta di una procedura che non viene applicata mai, dato che l'ammissibilità degli atti è sancita caso per caso dal Tribunale con apposite ordinanze e che nel resoconto stenografico sono tutte facilmente individuabili. Quindi anche in questo caso c'è stata l'opposizione del Pm e i giudici che, dopo una lunga Camera di consiglio, hanno respinto la richiesta della difesa, ricorrendo alla formula abitualmente usata in tutti i processi: i documenti utilizzabili sono tutti quelli allegati al fascicolo del Tribunale e gli atti sono dati per letti. Dopo di che ha dato la parola al Pm, che ha iniziato la sua requisitoria fino alle 18.
Al che l'avvocato Ghedini ha protestato, sostenendo che la decisione del Tribunale viola i diritti minimi di difesa e che nelle prossime udienze valuteranno se difendere ancora il loro assistito o meno, dopo aver parlato con lui. Argomentazione che può tentare di nascondere un escamotage per guadagnare ancora tempo: rinunciare al mandato, in modo che il premier possa nominare un altro difensore (ovviamente sempre collegato agli studi di Longo e Ghedini) il quale chiederà termini a difesa (cioè un lungo rinvio), sostenendo di non poter fare nulla, senza studiare prima gli atti. E poichè questo processo va avanti da 6 anni, con decine e decine di udienze, sosterrà che gli ci vogliono mesi per studiarselo tutto. In attesa della scadenza dei termini di prescrizione. Insomma, l'ennesima violazione della deontologia professionale che l'Ordine degli Avvocati impone ai propri associati.

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di Antonio Rispoli
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