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Nuovo tentativo di allungare i tempi

Processo Mills: la difesa Berlusconi chiede l'inutilizzabilità degli atti


Processo Mills: la difesa Berlusconi chiede l'inutilizzabilità degli atti
15/01/2010, 11:01

MILANO - Udienza oggi del processo che vede Berlusconi imputato della corruzione a Mills. Il processo era stato rinviato ad oggi perchè l'avvocato Nicolò Ghedini e l'avvocato Piero Longo avevano chiesto la volta precedente il legittimo impedimento, dando questa come una delle due date libere per il premier; ma ovviamente di Berlusconi nessuna traccia in aula, come sempre. A dimostrazione che era solo una richiesta dilatoria, alla ricerca della prescrizione E se ci fossero stati ancora dubbi, la richiesta di oggi li elimina del tutto: Ghedini e Longo hanno chiesto al Tribunale di dichiarare l'inutilizzabilità degli atti raccolti nel processo contro Mills. Cerchiamo di spiegare tecnicamente la cosa: si è iniziato con un processo che vedeva insieme imputati SIlvio Berlusconi e David Mills. Il capo di imputazione diceva che SIlvio Berlusconi era accusato di avere pagato 600 mila dollari a Mills per mentire, quando era stato sentito come testimone in precedenti processi contro lo stesso Berlusconi; Mills aveva acconsentito ed era stato un testimone reticente. Dopo che entrambi i processi avevano visto l'assoluzione di Berlusconi, Mills era stato pagato. Questo era il capo di imputazione e il processo era iniziato. Dopo poco Berlusconi si era fatto approvare dalla sua maggioranza la legge Alfano sull'immunità per il Presidente del Consiglio; di conseguenza il processo era stato separato: era stato fermato per Berlusconi, ma era proseguito per Mills. La cosa logica sarebbe a questo punto utilizzare contro Berlusconi tutte le prove usate per Mills (visto che uno è il corruttore e uno è il corrotto) integrandole con quelle chieste dalla Difesa. Invece i difensori di Berlusconi chiedono di cancellare tutto, partire da zero. Si tratta quindi di una chiara mossa dilatoria.
I Giudici si sono ritirati in Camera di Consiglio per decidere.

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di Antonio Rispoli
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