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Parla l'agente che la arrestò il 27 maggio 2010 per furto

Processo Ruby: "Il giudice disse: deve andare in comunità"


Processo Ruby: 'Il giudice disse: deve andare in comunità'
13/02/2012, 15:02

MILANO - Nuova udienza al processo Ruby, che vede imputati Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora per sfruttamento della prostituzione anche minorile. Oggi è stato interrogato l'agente Ermes Cafaro, che il 27 maggio del 2010 arrestò Karima El Marough per furto. A chiamarli fu la denunciante, Caterina Pasquino, che vide entrare l'allora 17enne in un negozio di Milano, verso le 18. Cafaro arrivò con il collega Russo ed arrestarono la ragazza, per portarla al Commissariato di Monforte-Vittoria. Qui contattarono il Tribunale per i minori, per sapere cosa fare, e il Pubblico Ministero Anna Maria Fiorillo dette ordine di affidarla ad una comunità o, se non vi fosse stato posto, di tenerla in Questura, dati i suoi precedenti. Infatti agli atti risultava una precedente denuncia per furto, oltre a quella per cui era stata arrestata e la fuga da una comunità di Messina. Secondo il racconto di Cafaro, la ragazza si mise a piangere quando seppe della decisione del giudice, ma poi si calmò ed entrò in confidenza con l'agente raccontandogli diverse cose. Sul punto, nel processo, i difensori si sono opposti, ma il giudice ha respinto l'opposizione. E così Cafaro ha raccontato che la ragazza intendeva fare il Carabiniere. E quando lui le fece notare che era difficile non avendo i documenti e avendo un precedente penale, lei rispose: "Tanto ci pensa SIlvio", con tanta naturalezza che l'agente faticò a capire a chi si stava riferendo.
Successivamente la ragazza spiegò che parlava di Berlusconi, riferendo anche che era stata a San Valentino a casa sua, ad un "bunga bunga" (termine allora non così noto), dove le ragazze si spogliavano. L'ex premier - ha raccontato la ragazza, secondo quanto detto da Cafaro - aveva anche tentato delle avance sessuali, ma lei si era rifiutata. Poi era stata accompagnata a casa dal caposcorta, che le aveva dato una busta con 15 mila euro. La ragazza aveva anche raccontato che andavanio dicendo che lei era la nipote dell'ex presidente egiziano Hosni Mubarak, ma che Berlusconi sapeva che lei era marocchina e non egiziana. SUlla festa la ragazza avrebbe aggiunto che non sapeva se Berlusconi fosse al corrente che lei era minorenne, ma Lele Mora sì.
Finita questa fase, Karima venen portata in Questura, per il fotosegnalamento (prassi di rito per tutti gli stranieri che non hanno documenti). Qui Cafaro perde le tracce della ragazza, anche se poi telefonò all'agente a cui l'aveva affidata e chiese come era andata. La risposta fu che era stata una rogna e c'era stato un gran trambusto, frase che Cafaro lega alle telefonate di pressione del premier per far uscire la ragazza ed affidarla a Nicole Minetti.
Ma su questa parte ci sarà un approfondimento lunedì prossimo, quando verrà sentito proprio l'agente che si occupò di Karima in Questura.

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di Antonio Rispoli
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