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Berlusconi assente in Aula. Vuota anche la strada

Processo Ruby: la difesa presenta 16 eccezioni

Una di queste è sulla competenza funzionale

Processo Ruby: la difesa presenta 16 eccezioni
31/05/2011, 13:05

MILANO – Nuova udienza del processo Ruby, con l’unico imputato, Silvio Berlusconi, assente in Aula. All’apertura dei lavori è toccato ancora una volta al legale del premier, Niccolò Ghedini, leggere un documento che attesta il legittimo impedimento del suo assistito, accusato in questo processo di concussione e prostituzione minorile. Il premier, infatti, oggi è impegnato in un vertice bilaterale italo-rumeno, ma la sua assenza non ha di fatto ostacolato lo svolgimento dei lavori di questa seconda udienza. Lo stesso Berlusconi, infatti, ha mandato una lettera ai giudici in cui dice di consentire che il processo vada avanti, con tanto di certificazione del segretario generale di palazzo Chigi che testimonia il suo impegno in Romania.
Nel prendere parola, la difesa del presidente del Consiglio ha annunciato che solleverà 16 eccezioni preliminari. Tra queste, ancora una volta, quella relativa alla competenza funzionale che spetterebbe, secondo Ghedini, al Tribunale dei ministri, perchè Berlusconi avrebbe agito nella veste di capo del governo quando chiamò in questura per l’affidamento di Ruby alla consigliera regionale del Pdl, Nicole Minetti. Altre questioni, è stato spiegato, saranno cinque eccezioni relative al rito immediato, quattro alle intercettazioni, una sulla violazione della corrispondenza in merito all’esame di alcuni documenti bancari e due sul fascicolo dibattimentale.
Intanto, se il premier era assente in Aula, come anche la stampa estera, anche in strada era presente pochissima gente. Fuori dal palazzo di giustizia di Milano, infatti, il consueto gruppo di sostenitori di Berlusconi, che in precedenti occasioni ha sempre seguito le udienze, ha lasciato la via laterale del palazzaccio quasi deserta. Al suo posto alcune donne, vestite in arancione con coccarda tricolore sul petto, con cartelli: “E adesso liberiamo la magistratura” o “Siamo indignati”.
Al momento l’udienza ha segnato una prima tappa. Dopo una breve camera di consiglio i giudici della quarta sezione penale, infatti, hanno deciso di non accogliere la costituzione di parte civile di “Arcidonna”. Su questo punto tanto l’accusa quanto la difesa si erano trovati d’accordo: sia per l’accusa sia per la difesa nella richiesta di “Arcidonna” c’è carenza di presupposti, di motivazioni e di argomenti.

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di Antonio Formisano
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