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Più di 300 persone sul banco dei testimoni

Processo Scazzi, martedi Sabrina e Cosima alla sbarra


Processo Scazzi, martedi Sabrina e Cosima alla sbarra
09/01/2012, 09:01

Ricomincia martedi a Taranto, il processo per il delitto di Sara Scazzi, la 15enne di Avetrana trovata cadavere in fondo a una cisterna 42 giorni dopo la sua scomparsa. Il banco degli imputi ospiterà la cugina e la zia di Sara, Sabrina e zia Cosima, ed verranno ascoltati durante tutto il processo piu di 300 testimoni. Mentre dal carcere dove sono rinchiuse, le due donne continuano a proclamarsi innocenti, al contrario lo zio Michele continua a proclamarsi "colpevole" ma senza mai essere creduto, dando più versioni sulla dinamica del delitto, incolpandosi in varie occasioni e dando la colpa alla figlia Sabrina in altre. Così Michele Misseri, a due giorni dall'inizio del processo per l'omicidio della nipote Sarah Scazzi, affida a Tgcom24 il proprio pensiero e l'intenzione di presenziare all'udienza.

 

"Se sono cambiato e parlo meglio, ringrazio le persone del carcere. Nel carcere ero isolato da tutti e avevo diverse persone che mi facevano da professori". "Quando vado ad Avetrana e parlo in italiano - spiega il contadino di Avetrana - mi dicono 'Adesso sei diventato italiano?'. Poi forse è pure perché io scrivo molto, scrivo sempre e tutti i giorni. Prima parlavo solo in dialetto. Scrivo quello che faccio, della tristezza, perché sono solo. Scrivo di tutto. E' come un calendario".

 

"Andrò a Taranto, ho fatto già la richiesta perché io non posso uscire da Avetrana. Martedì - conclude - sarò in aula e spero di rivedere Sabrina e Cosima, anche se non le posso salutare e non posso fare niente. Poi, non so ancora se mi farò riprendere. Io non ho paura perché sto dicendo la verità e affronterò tutto. La paura ce l'avevo prima, adesso non più".

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di Maurizio Abbruzzese Saccardi
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