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"La sentenza non modifica il mio percorso politico"

Processo talpe alla Dda: Cuffaro condannato a 7 anni, riconosciuto il favoreggiamento


Processo talpe alla Dda: Cuffaro condannato a 7 anni, riconosciuto il favoreggiamento
23/01/2010, 13:01

PALERMO - Pochi giorni fa la buona novella per Calogero Mannino e la sua assoluzione totale dai processi partiti nei primi anni novanta e conclusisi dopo ben 15 anni con la conferma, da parte della Cassazione, della completa innocenza dell'indagato ex Dc.
A quanto pare, però, la giustizia è stata meno "clemente" con l'ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro. La terza sezione della Corte d'appello di Palermo ha infatti deciso che il politico di scuderia Udc dovrà scontare sette anni di carcere con l'aggravante di aver favorito Cosa Nostra.
Facendo un paio di rapidi calcoli, si conclude agevolmente che il ricorso in appello presentato da Cuffaro ha rappresentato una scelta a quanto infelice. In primo grado, difatti, la sentenza dei giudici era stata decisamente meno severa e, oltre a prevedere due anni in meno di galera, non accusava l'imputato di favoreggiamento alla mafia.
Pene più severe anche per gli altri soggetti coinvolti nell'inchiesta. Per l'ex manager della sanità privata Michele Aiello sono infatti stati decisi 15 anni e 6 mesi di prigione con l'accusa di associazione mafiosa (in primo grado la pena era di 14 anni). Condanna modificata e sentenza di reclusione di un anno più lunga per l'ex maresciallo del Ros Giorgio Riolo. Per lui abbandonata l'accusa di concorso esterno all'associazione mafiosa e sposata quella del favoreggiamento con 8 anni di galera da scontare.
Adriana La Barbera, ultima imputata, è deceduta prima della sentenza in appello; vededosi dunque prescritto il processo a suo carico.
Nell'aula Bunker del carcere Pagliarelli, Salvatore Cuffaro è apparso affranto e deluso:"So di non essere mafioso e di non avere mai favorito la mafia. Avverto, da cittadino, la pesantezza di questa sentenza che, però, non modifica il mio percorso politico".
"Ciò non vuol dire -
ha concluso - che le sentenze non debbano essere rispettate dal momento che sono espresse dalle istituzioni".
Per il senatore dell'Unione di Centro è scattata l'aggravante del favoreggiamento per il cosiddetto "Episodio Guttadauro". Un episodio raccontato anche in una delle numerosi pubblicazioni di Marco Travaglio e che, a parere di inquirenti e giudici, rappresenterebbe il punto centrale dell'intera inchiesta. In pratica, Cuffaro avrebbe avvertito  il boss di Brancaccio
Giuseppe Guttadauro della presenza di microspie all'interno della sua abitazione, causando in tal modo enormi conseguenze sulle indagini in atto.
In ogni caso, come dichiarato all'Ansa, il tanto popolare senatore centrista ha già confermato:"Lascerò ogni incarico nell'Udc".

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di Germano Milite
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